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mercoledì 16 maggio 2012

Una Associazione Realmente Inutile e Settaria - 2

Cercando informazioni sull'ARIS, ci si imbatte in un aspetto allarmante: pare che l'ARIS (al pari delle altre associazioni del Forum) abbia un'agenda operativa segreta, dei propositi che tiene nascosti al pubblico. (Questa sorta di doppio binario è la colpa più grave che viene attribuita alle "sette" [1]).

Esistono infatti dei documenti firmati dal "Forum degli antisette", e quindi anche dall'ARIS, che l'ARIS (al pari degli altri antisette) non pubblica sul proprio sito.

Non si tratta della solita paccottiglia copiaincollata come il documento - presente nella home page - "LOI no 2001-504 du 12 juin 2001 tendant à renforcer la prévention et la répression des mouvements sectaires". Sono documenti prodotti dalle associazioni del "Forum" e inviati alle istituzioni, di cui se ne conosce l'esistenza perché resi pubblici da un sito chiaramente riconducibile a Scientology. Scientology è un gruppo che gli antisette italiani considerano una pericolosa "psicosetta" e di cui l'esponente più rappresentativo dell'ARIS, Maria Pia Gardini, si considera il "nemico pubblico numero uno".

La gravità della situazione rende necessaria una ripetizione: l'ARIS e le altre associazioni del "Forum antisette" inviano delle lettere alle maggiori istituzioni pubbliche (i Presidenti dei gruppi parlamentari del Senato, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, il Presidente e tutti i componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, il ministro del Welfare, il ministro dell'Interno, ecc.), ma tengono nascosta questa loro iniziativa.

Già così è decisamente incomprensibile:
  • Se si mostrasse che ci si rivolge alle più alte cariche dello Stato, ne deriverebbe prestigio per le associazioni e sarebbe motivo di giusto orgoglio per gli associati.
  • Pubblicando quei documenti, si mostrerebbe che si sta fattivamente lavorando per il bene pubblico, dimostrando così che i vocaboli "Utilità" e "Sociale" non sono appena vuote parole dell'acronimo ONLUS (organizzazione non lucrativa di utilità sociale).
  • Non ultimo, il pubblico avrebbe una visione meno generica delle loro posizioni in materia di settarismo: quali sono i gruppi ritenuti pericolosi, di cosa li si accusa, in base a quali riscontri, quali misure vengono proposte, ecc. Più che un omaggio alla trasparenza (dovere morale che vincola chiunque riceva denaro pubblico), finalmente un'opera di informazione utile alla prevenzione.
Niente di tutto questo: i mittenti tengono nascosti quei documenti, e a renderli pubblici ci pensa invece un loro "nemico", il quale non li diffonde certo per fare prevenzione. L'intenzione di screditare le associazioni firmatarie è esplicito.

Logico chiedersi cosa contengano di sconveniente quei documenti. Leggendoli (qui, qui e qui), il mistero si chiarisce e si comprende perché Scientology si è affrettata a pubblicarli (immaginiamo con gioia).

La conclusione è chiara: questi gruppi antisette mostrano una parte della loro "dottrina", ma ne esiste un'altra che viene tenuta nascosta, non dichiarando al pubblico cosa effettivamente pensano e perseguono. E come avviene con le sette, per venirne a conoscenza dobbiamo sperare nell'opera di un fuoriuscito o di una talpa che faccia pervenire all'esterno del gruppo il materiale riservato. Una situazione che accomuna il modus operandi delle "sette" a quello delle associazioni antisette. E non è il solo.

Nella pagina sul controllo mentale, vengono illustrate delle domande da porre prima di aderire a un gruppo, al fine di scoprire se il movimento usa "tecniche manipolative coercitive" per assoggettare i membri. Se quelle domande le ponessimo all'ARIS, il risultato sarebbe paradossale:
INFORMAZIONI DA AVERE PRIMA DI ADERIRE AD UN CULTO SU:

DIRIGENZA:
Chiedere chi è il leader del gruppo? Qual è la storia della sua vita? Che tipo di educazione ed occupazione ha avuto prima di fondare il gruppo? Ha mai avuto condanne penali?
Del leader dell'ARIS (e degli altri esponenti), il sito non dice niente. Non ci dice "chi è", né quale sia "la storia della sua vita", né "che tipo di educazione [e di formazione] ha avuto", tantomeno se "ha mai avuto condanne penali". Secondo l'insegnamento dell'ARIS, questa segretezza sarebbe indicativa del fatto che l'ARIS si comporta come una setta.
OPERATO DEL CULTO:
Informati sull’operato del gruppo, non sulla dottrina!
La "dottrina" con cui si presenta l'ARIS è un impegno umanitario (esattamente come il CCDU, una onlus di Scientology), ma un gruppo ostile all'ARIS ci svela un "operato" che l'associazione tiene nascosto. È una doppia agenda (l'esistenza di "dottrine interne e esterne", per usare le parole dell'ARIS). Anche tralasciando la sciocchezza di questo risibile test, è un fatto che da solo è sufficiente a far diffidare dell'associazione.
RISPOSTE SOSPETTE
Stiamo cercando di aiutare le persone a risolvere i loro problemi.
Esattamente la risposta che dà l'ARIS: sta cercando di "dare assistenza al Vostro problema".

Qual è quindi l'utilità dell'ARIS? Se guardiamo l'attività svolta negli ultimi anni troviamo:
  • 2007 Collaborazione alla stesura del libro: “Il libro nero delle sette in Italia” della giornalista Caterina Boschetti
La consulenza fornita a un giornalista sembrerà ai più un merito risibile (e inopportuno da inserire nel curriculum), ma il fatto rilevante è che deve essersi trattato di una collaborazione molto marginale, poiché il libro non ne fa menzione. Nel lungo elenco che troviamo nel libro di persone e istituti che hanno collaborato, l'ARIS non compare. Comunque, considerata la qualità del libro (di cui si è parlato qui e ora messo fuori catalogo dalla stessa casa editrice) questa ipotetica collaborazione sembra più un demerito che un motivo di vanto.
  • 2007 Uscita del libro: “I miei anni in Scientology” della socia Maria Pia Gardini
Peggio di prima. Anche tralasciando ogni giudizio di merito su questo libro, giudizio già esposto nei post precedenti, non si comprende cosa c'entri l'ARIS. L'operazione editoriale ha coinvolto la Gardini che ha ricordato le sue memorie, Alberto Laggia che le ha scritte e la casa editrice che le ha pubblicate. L'ARIS non ha fatto niente.
  • 6-7-15 febbraio 2007 incontri informativi sulle sette agli studenti, presso Istituto Superiore “T.C Fossombroni” di Grosseto, e 15 febbraio presso Liceo scientifico Marconi di Grosseto, tenuti dalla Sig.ra Maria Pia Gardini.
Trattandosi di incontri tenuti dalla Gardini, ancora una volta non si comprende cosa c'entri l'ARIS. A meno che dire "ARIS" o "Maria Pia Gardini" non sia la stessa cosa, e l'associazione non sia altro che una divisa che la Gardini indossa per darsi ufficialità. Ma allora lo si dica chiaramente.
  • 9-18 agosto 2007 Partecipazione con stand alla XIX Edizione di FESTAMBIENTE (Rispescia-Grosseto)
Di questa partecipazione il sito fornisce una malinconica foto, emblematica dell'esigua attività dell'ARIS: una ancor più malinconica Gardini (sempre solo lei), seduta dietro un tavolino su cui campeggiano un manifesto (prodotto da Ernesto Menta, un critico di Scientology che con l'ARIS non c'entra niente), il libro di ricordi della Gardini "I miei anni in Scientology" e il libro "Il coraggio di parlare", sempre su Scientology, che vede la Gardini come curatrice (di cui si parla qui). Praticamente un banchetto per pubblicizzare dei libri di interesse della Gardini.

  • 18 gennaio 2008 Presentazione de “Il libro nero delle sette in Italia”, scritto dalla giornalista Caterina Boschetti (Ed. Newton Compton) alla Provincia di Lucca
Ancora il libro a cui l'ARIS avrebbe collaborato, senza però che questa collaborazione sia riconosciuta nel libro. Non si dice neppure chi ha tenuto la presentazione. Se, come probabile, è stata l'autrice stessa, diventa retorico domandarsi cosa c'entri l'ARIS. Avrà prenotato la sala dove si è tenuta la presentazione.
  • 12 Aprile 2008 realizzazione del primo Congresso europeo in Italia della Fecris a Pisa, con il contributo organizzativo ed economico delle associazioni italiane Aris Veneto e Favis e patrocinato dalle Provincie di:Pisa,Venezia, Rimini.;sul tema: “Responsabilità dello Stato per la protezione dei cittadini contro le sette distruttive: analisi della situazione attuale e possibili modelli futuri”
Uno sforzo organizzativo rilevante, di cui si parlerà più sotto.
  • Agosto 2009 Partecipazione con stand alla XXI Edizione di FESTAMBIENTE (Rispescia-Grosseto)
Stesso malinconico banchetto visto in precedenza, ma sarebbe più corretto dire: la sig.ra Gardini ha partecipato alla kermesse ambientalista.
  • Aprile 2010 Conferenza Fecris Londra
Dove l'ARIS (o forse solo la Gardini) era presente unicamente in qualità di spettatore.
  • Agosto 2010 Partecipazione con stand alla XXII Edizione di FESTAMBIENTE (Rispescia-Grosseto)
  • Agosto 2011 Partecipazione con stand alla XXIII Edizione di FESTAMBIENTE (Rispescia-Grosseto)
Fine delle Attività svolte dall'ARIS negli ultimi 5 anni (quelli precedenti sono ancora più inconsistenti). Nessuna ricerca, nessuna informazione, nessuna menzione di attività di assistenza fornita ai "fuoriusciti dalle sette". Va riconosciuto l'importante sforzo organizzativo del 2008 (quattro anni fa) per la realizzazione di un convegno. Ma considerando che è l'unica attività compiuta dall'ARIS, si prenda atto che la sua vocazione è realizzare eventi, convegni, feste aziendali e sagre di paese, e la si smetta con la questione delle sette.

Se dal sito dell'ARIS si ricava solo una sensazione di faciloneria, incompetenza e inadeguatezza, anche un contatto diretto può lasciare un'impressione negativa. Appena pubblicato il post "Intervista a M. P. Gardini cap. 11", era stata inviata una e-mail per avvisarli che il testo contiene una critica all'ARIS (l'aver sposato acriticamente le posizioni della Gardini). Di conseguenza, se lo avessero ritenuto opportuno, sarebbe stata pubblicata una replica, o sarebbero state corrette eventuali imprecisioni. Non era certo un atto dovuto, ma una cortesia fatta in segno di rispetto. L'ARIS non ha neppure risposto all'e-mail. Un comportamento puerile che induce a immaginare quanto rancore quella leggera critica abbia suscitato, segno di una preoccupante incapacità di accettare una critica e di confrontarsi dialetticamente (tipico dei movimenti settari) con chi mostra un'opinione contraria.

Scarso atteggiamento autocritico, chiusura ad ogni confronto, esistenza di "dottrine interne e esterne", netta distinzione tra chi ci appoggia apertamente e quindi "è con noi" e tutti gli altri percepiti "contro di noi", dogmatismo (2). Tutti elementi che sembrano riscontrabili nell'ARIS, ma sono anche gli aspetti che caratterizzano un gruppo "settario". Con questo non si vuole concludere che l'ARIS sia una setta, benché il modo di agire, di rapportarsi con gli altri e di pensare ne ricalchi le criticità.

Più plausibile, anzi è fuori di dubbio, che si tratti di persone in buona fede, che generosamente pensano di contrastare ciò che percepiscono come un "allarme sociale", a cui le autorità non darebbero una risposta adeguata. Volontari impegnati però in un compito velleitario, senza gli strumenti culturali e formativi adeguati, e prescindendo da ogni studio accademico della questione. Un impegno che si concretizza nell'ottusa riproposizione su di un sito Internet dello scandalismo mass-mediatico, senza mai un approfondimento, peraltro considerato inutile per un ragionamento che è così riassumibile: basta con le menate accademiche! Noi siamo i veri esperti di sette per averle frequentate in prima persona, mentre gli studiosi sanno solo complicare le cose con oziosi ragionamenti, senza sapere cosa accade dentro una setta (3).

Per l'ARIS la realtà è semplicissima: partecipando "al meeting in un grande albergo, o al corso di auto-potenziamento", invariabilmente "si è diventati membri di un cult, o, peggio, di un mind control cult".


Note:

1) Da un'intervista radiofonica di Maurizio Alessandrini, presidente del FAVIS: "Gli scopi quali sono? Sono tutt'altro, sono totalmente differenti da quelle che sono le maschere con cui si presentano questi gruppi, queste aggregazioni [...] Gli scopi però sono totalmente diversi da quelli che appaiono in facciata."

2) Dal sito dell'ARIS: "ogni giorno persone come me e come te vengono coinvolte in "associazioni", sedicenti "gruppi religiosi" o semplicemente in pratiche per "sviluppare il proprio potenziale". Tale coinvolgimento si manifesta in modi diversissimi, dal dialogo con un amico, al meeting in un grande albergo, al corso di auto-potenziamento o di meditazione; ma alla fine, e senza sapere bene in anticipo cosa sta accadendo, si è diventati membri di un "cult", o, peggio, di un "mind control cult", ossia di una setta che opera un certo controllo mentale"

3) Da un post di M. P. Gardini:"Per conoscere scientology bisogna essere stati anni sullo staff e nella Sea Org in America,allora si vedono le cose come sono."


venerdì 11 maggio 2012

Una Associazione Realmente Inutile e Settaria - 1

Nel 2010 un utente di un forum commentava l'operato delle associazioni antisette evidenziandone la povertà di linguaggio, di comunicativa e dei contenuti. Questi ultimi costituiti, per usare le sue parole, di sole "idee fisse". La critica si concludeva con un giudizio di totale inadeguatezza.

Può apparire la generalizzazione di chi fa di tutta l'erba un fascio, ma anche a un esame più accurato, le associazioni prese in considerazione da quell'utente, ossia gli appartenenti al "Forum delle Associazioni Italiane di Ricerca Informazione e Contrasto dei Movimenti Settari ecc." (che dovrebbero essere le più accreditate), il giudizio appare decisamente solido.

A comporre il Forum dal nome chilometrico sono: il Centro Studi Abusi Psicologici (CESAP), Giù le mani dai bambini di Aldo Verdecchia, l'Associazione Ricerca e Informazione sulle Sette (ARIS) e l'Associazione Nazionale Familiari delle Vittime delle Sètte (FAVIS).

Il CESAP viene accuratamente analizzato nelle pagine "Il caso Lorita Tinelli", dove l'abbondante documentazione a supporto ne rendono inconfutabili le critiche. Scherzose nel tono, ma spietate nel contenuto.

Dell'associazione "Giù le mani dai bambini" si è parlato qui e qui. In merito alle sue idee fisse rimane ben poco da aggiungere, quanto alla povertà comunicativa è sufficiente rilevare che l'associazione non possiede neppure un sito web, e scoprirne l'indirizzo o un numero di telefono da contattare è un compito da detective.

Per l'ARIS basterebbe rilevare che la persona che ne è diventata l'emblema è Maria Pia Gardini, la cui credibilità è commisurata alle sue contraddittorie dichiarazioni analizzate nei post precedenti.

L'ARIS è qualcosa di strano. Formalmente pare costituito da due entità autonome, l'ARIS Toscana e l'ARIS Veneto, ma essendo loro stessi a presentarsi come "ARIS Italia", appaiono come un singolo gruppo che dispone di due indirizzi e-mail.


Della sezione veneta, il fatto che non possieda (pure lei) un sito Internet, sembra indicativo della sua marginalità e non staremo quindi a perderci del tempo. L'ARIS Toscana un sito ce l'ha, per cui come prima cosa proviamo a vedere chi quell'associazione la incarna.

Trattandosi di un ambito particolarmente delicato ("dare assistenza" a persone che soffrono) e che richiede autorevolezza (fare ricerca per offrire informazioni affinché la società tutta ne usufruisca), ci si aspetta che l’ARIS sia composto da personale qualificato (educatori o psicologi o sociologi ecc.). Trovarsi di fronte a un vigile urbano, a una guardia giurata oppure a una casalinga in pensione, sarebbe deludente e soprattutto poco rassicurante. A nessuno farebbe piacere affidarsi a un dentista che dentista non è.

Su questo importante aspetto il sito non dice però assolutamente nulla. Cliccando su "Chi siamo", appare la pagina "Curriculum2008" - che non è quindi "Chi siamo" - dove si legge:
"Gli attuali membri dell’A.R.I.S. Toscana sono attivi da anni nell’assistenza spontanea ai fuoriusciti dalle sette o dai gruppi pseudo-religiosi totalizzanti, nella ricerca di informazioni attinenti e nella collaborazione con esponenti di altre associazioni aventi scopi analoghi."
Se non è una supercazzola, le assomiglia molto.

Solo nella pagina "Contatti" si scopre che il presidente è un certo Mario Pierotti, di cui viene fornito il numero di cellulare ma nessuna qualifica. Una mancanza che rafforza i dubbi sull'autorevolezza dei membri e sulla legittimità "dell'assistenza" che "da anni" viene offerta - non sappiamo a quale titolo - ai fuoriusciti o ai loro famigliari.

Va rilevato che mentre qui si è parlato di mancanza di autorevolezza, c'è chi esprime invece una condanna ben più severa, arrivando persino a inviare esposti alla magistratura. Coinvolgere la magistratura è una esagerazione poco condivisibile, ma l'aspetto più sorprendente è che la segnalazione non è venuta da un gruppo tacciato di settarismo che ha inteso vendicarsi, bensì da Lorita Tinelli, presidente del Centro Studi Abusi Psicologici - associazione che collabora con l'ARIS - la quale in una segnalazione inviata alla Procura della Repubblica, ritiene che dare questo tipo di assistenza senza essere psicologi:
  • significa dirottare presso di sé persone bisognose di aiuto senza avere il benché minimo senso delle reali necessità terapeutiche che queste persone hanno, rischiando di farle cadere in un baratro ancora più grave di quello dal quale stanno tentando di uscire;
  • significa venire a conoscenza di informazioni personali e preziose senza avere la benché minima capacità di gestire queste informazioni;
  • significa assumersi la responsabilità della salvezza della vita delle persone senza avere la preparazione professionale adeguata;
(cliccare sull'immagine per ingrandirla)
Chiarisco subito che questa segnalazione non riguarda l'ARIS, né qualcuna delle associazioni consorelle che compongono il "Forum degli antisette".

Sono numerose le segnalazioni inviate all'Autorità Giudiziaria dalla Tinelli, ma riguardavano sempre persone che hanno espresso opinioni diverse dalle sue. Quindi le associazioni del "Forum" possono stare tranquille anche se "nessuno al loro interno è psicologo, medico o sociologo", perché nessuno al loro interno ha mai contraddetto la finta giornalista Lorita Tinelli. Tuttavia questo dimostra che, senza arrivare all'isteria di una denuncia, è certamente deplorevole che un'associazione (che gode di finanziamenti pubblici) offra assistenza senza annoverare tra i suoi esponenti qualcuno fornito di adeguate qualifiche professionali.

(In merito al fatto che la Tinelli non denunci per abuso della professione l'ARIS o gli alti gruppi del "Forum" ove si riscontri che "nessuno al loro interno è psicologo, medico o sociologo", è un elemento che si somma a quanto dettagliatamente già illustrato qui e qui.)

Torniamo all'ARIS. Le cose non migliorano, anzi peggiorano, se consideriamo la mission dell'Associazione Ricerca e Informazione sulle Sette, ciò che l'ARIS definisce lo "scopo primario dell'Associazione": la ricerca e l'informazione (che peraltro compongono il nome stesso dell'organizzazione).

Se sulla professionalità dei componenti dell'ARIS si possono avere dei dubbi, sulla "ricerca" c'è una certezza: di ricerca firmata ARIS non c'è assolutamente niente. A meno che non la si debba intendere come "ricerca di materiale da copiare sul proprio sito", attività in cui l'ARIS eccelle, perché tutto il materiale pubblicato sulle "sette", o meglio, tutto il materiale presente sul sito, è stato copiaincollato da altri siti web. Per di più senza riportare mai l'indicazione del sito da cui il materiale è stato preso, né riportare il doveroso link alla pagina originale. Una scorrettezza non certo nuova tra gli antisette.

Navigando tra questa documentazione (che forse sarebbe da chiamare refurtiva), l'aspetto più appariscente è la trascuratezza con cui quelle pagine sono state raffazzonate. Se la forma rispecchia la sostanza, la qualità dell'assistenza fornita alle vittime è pericolosamente scadente. Ci sono documenti dove il testo si interrompe subito dopo l'introduzione (forse per coerenza con il titolo, "Dirigente condannato per estors.", anche lui inspiegabilmente troncato e pure sgrammaticato); spaziatura delle righe insensata; link sbagliati; immotivati cambi della dimensione del font. L'operazione di copia e incolla è talmente pasticciata, da riportare perfino gli elementi grafici in uso nelle pagine originali a fini decorativi. In diversi casi è stato copiaincollato addirittura l'intero box laterale con il menù (in francese) del sito originale.

Il sito trasmette una sgradevole impressione di totale sciatteria, e conseguentemente una sensazione di preoccupante faciloneria per quanto riguarda l'operato dell'associazione.

Per un elementare senso di giustizia, provo a restituire il merito a chi spetta, indicando da quali siti l'ARIS si è appropriato del lavoro altrui:
  • su Sahaja Yoga dal lavoro di "Alessia Guidi" (eteronimo di Martini), così come sono suoi altri documenti su Osho Rajneesh e sul rev. Moon.
Alla sciatteria di solito si accompagna l'incompetenza, e l'ARIS ce ne fornisce una testimonianza. Il sito riporta (ovviamente senza l'indicazione della pagina da cui è stata copiata) la seguente castroneria:
"Steve Hassan, ex-raeliano, ha dichiarato come gli adepti più avvenenti di entrambi i sessi vengano inviati in missione nei bar per single per attirare i soggetti più vulnerabili con proposte sessuali.
Dopo assere
[sic] uscito dalla setta fondata dall'ex-giornalista Claude Vorihon, Steve Hassan ora è membro attivo dell'associazione "Pensiero Libero", che aiuta gli ex-adepti di varie sette e culti. Molti ex-raeliani avrebbero confermato le affermazioni di Mr Hassan, rivelando di essere stati adescati proprio in locali per single e in strip-bar, oltre al fatto che nelle cerimonie della setta sia frequente il ricorso a pratiche sessuali."
La notizia, del 2003, la si trova su diversi blog in lingua inglese, ma chi l'ha tradotta in italiano ne ha capito poco. Il nome del fondatore del movimento raeliano è sbagliato, e Steve Hassan non è un membro dell'associazione "Pensiero Libero", ma il fondatore del "Freedom of Mind Resource Center". L'errore più grave però è un altro.

Autore di due libri sul tema del settarismo, nell'ambiente antisette Steve Hassan è considerato un padre nobile. Il suo "Mentalmente liberi" è uno dei due testi sacri degli antisette nostrani (l'altro è "Cults in Our Midst" di Margaret Singer). Affermare che Hassan è un ex-raeliano quando è invece un ex della Chiesa dell'Unificazione del rev. Moon (come correttamente riportato nell'articolo originale), è sbalorditivo: gli esponenti dell'ARIS palesano di non conoscere nemmeno l'abc della materia di cui si propongono come esperti (per un compito molto delicato) e dimostrano che il libro "Mentalmente liberi" - tutto incentrato sui moonies - non l'hanno neppure sfogliato.

Indicativo dello scrupolo con cui l'ARIS seleziona le fonti da cui copiaincolla le sue "ricerche", è il contatore dei visitatori che - pure lui - è stato copiato e incollato dalla pagina originale, il quale indica: "00001".


In merito all'Informazione prodotta dall'ARIS, valgono le stesse considerazioni fatte per la Ricerca, da cui l'informazione discende: inesistente una, non può che essere inesistente pure l'altra.

Nella sezione "Rapporti e Conferenze", altro pilastro di un'associazione che si dedica alla ricerca e all'informazione, troviamo l'ennesima scopiazzatura da Allarme Scientology per quanto riguarda i Rapporti (tranne uno che è di "Telefono Antiplagio"). Per quanto riguarda le Conferenze, solo una riguarda l'ARIS (limitatamente però alla fase organizzativa). Per il resto troviamo solo le ormai inutili locandine di vecchi incontri del 2005 e 2006 ("Ore 12.00 Santa Messa in Santuario, Ore 13.00 Pranzo"), organizzati da altre associazioni. Incontri a cui gli esponenti dell'ARIS hanno partecipato solo come spettatori (se vi hanno partecipato).

L'unica cosa originale contenuta nel sito dell'ARIS è la grafica, ma limitatamente alla sola home page, che comunque consiste di un accatastamento senza logica di documenti dalla dubbia pertinenza.

Frutto del solito e grossolano copia e incolla, troviamo la "Dichiarazione Universale Uomo" (che poi sarebbe la "Dichiarazione Universale dei Diritti Umani", visto che riguarda anche le donne), o l'analoga Dichiarazione del Consiglio d'Europa. Nobili conquiste della civiltà, ma dall'utilità imperscrutabile per chi si ritrova con un familiare adoratore di dottrine balzane. Così come non si comprende a chi possa servire sapere che la Ayahuasca è una bevanda cerimoniale ottenuta dalla cottura della liana jagube e della foglia chacrona, se non a un tossico in partenza per l'Amazzonia. Informazione che troviamo, insieme a un interminabile elenco di beveroni simili, sulla home page nello stravagante documento "Droghe usate nelle sette".

Ma se l'informazione sul fenomeno settario è assente, la mancanza probabilmente più grave è un'altra: quale protocollo viene seguito per dare "assistenza ai fuoriusciti" ("o alla loro famiglia")?

Certo, aspettarsi l'adozione di un protocollo da chi dimostra tanta superficialità è insensato. È probabile che nessuno ne avrà neppure avvertito l'esigenza. Tuttavia anche l'operatore più improvvisato dovrebbe ritenere doveroso indicare per lo meno le linee guida generali di intervento, in modo che l'utente possa capire a cosa andrà incontro rivolgendosi all'ARIS: con quali metodiche si interviene all'interno di dinamiche familiari (per loro natura estremamente delicate); in base a quali principi si interviene su credenze personali (per loro natura insindacabili). E ancora: l'intervento è mirato a far accettare alla famiglia la decisione del congiunto, o a fare ricredere quest'ultimo? Su quali basi e con quali modalità si critica una credenza? Ecc.

In buona sostanza, cosa si fa in pratica per "dare assistenza al Vostro problema", come si cerca di riportare serenità in una famiglia che vive un conflitto al suo interno e si trova in uno stato di forte sofferenza?

La domanda non è capziosa, perché è già accaduto che l'intervento di un gruppo "antisette" abbia peggiorato una situazione facendola precipitare. Come quando si è ricorso alla deprogrammazione o, più comunemente, si è usato la stampa per creare uno scandalo che tratteggia il gruppo di affiliazione come un'entità malvagia e il seguace come un povero plagiato, rincoglionito dall'affabulazione del "guru". Il risultato di questo tipo di intervento è facile da intuire: mancata accettazione delle scelte altrui, irrigidimento delle singole posizioni, esacerbazione del conflitto. Ne consegue una prevedibile rottura definitiva e il distacco dalla famiglia del congiunto che si sente osteggiato. Un allontanamento che, tra l'altro, viene poi imputato alla "setta cattiva".

In conclusione, il sito - che è la vetrina con cui l'ARIS si presenta - offre unicamente materiale di scarso valore, ammassato a casaccio come nel deposito di un rigattiere, senza fornire alcunché di originale. E se la forma è tanto scadente, è improbabile che la sostanza, ossia l'operato dell'ARIS, sia migliore. Si potrebbe concluderne che nel "claustrofobico mondo degli "esperti di sette", in genere autonominati [...] non mancano paranoici, complottisti, visionari e un certo numero di profittatori e ciarlatani".

È un giudizio molto forte, che però non è mio. Lo si legge sul sito dell'ARIS (in un testo ovviamente copiato), in calce al quale - caso unico in tutto il sito - si trova una nota ufficiale:
Pubblichiamo, anche nel nostro sito, la lettera scritta da Miguel (condividendone in pieno il pensiero) in ricordo ecc.
Associazione A.R.I.S. Toscana                    



mercoledì 11 aprile 2012

Intervista a Maria P. Gardini cap. 11

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Siamo in conclusione di questo viaggio tra le fantasiose e mutabili dichiarazioni di Maria Pia Gardini. È indubbio che Scientology sia un gruppo controverso, accusato di molti e gravissimi abusi, particolarmente sui minori, e una corretta informazione sarebbe di grande utilità. Abbiamo quindi che:
  • La Gardini accusa Scientology di averla impoverita. Non è vero, ma è innegabile che chi la definisce "macchina mangiasoldi", esprime un'opinione largamente condivisa.
  • La Gardini accusa Scientology di averla ricattata con la minaccia della disconnessione. Non è vero, ma è innegabile che in Scientology questa pratica costituisca una piaga.
Per gli ex più ostili - di cui le "associazioni anti-sette" si fanno portavoce - l'importante è rappresentare l'ex gruppo di appartenenza come un movimento estremamente pericoloso. E poco importa la veridicità del messaggio che viene veicolato. Ciò che importa è demonizzare il gruppo, presentandolo come un cancro da estirpare.

Siamo al fine che giustifica i mezzi. Si giustifica un'azione contraria alla morale, in nome di un bene ritenuto superiore. Una mentalità che hanno in comune sia gli scientologi che i fuoriusciti più ostili. Ma si tratta di una pratica immorale, inaccettabile per ogni persona di buon senso, così come è inaccettabile per ogni persona di buon senso l'auspicio di Scientology che vorrebbe (in nome di un bene superiore) privare dei diritti civili chi non è scientologo.

Arriviamo così al problema di fondo:

    - fare allarmismo non è fare informazione;
    - i processi mediatici non portano giustizia;
    - raccontare balle non è aiutare gli altri, è solo raccontare balle.

La realtà è più variegata della visione manichea di chi con un colpo di scure divide il mondo in buoni e cattivi. Il pericolo è quello di creare nuove vittime prima, e di banalizzare un problema reale dopo.

Non c'è da stupirsi se da alcuni anni si fanno sempre più insistenti anche in Italia le voci di chi pone in discussione l'attendibilità di quei fuoriusciti che si mostrano fortemente critici verso il loro ex gruppo. Una presa di posizione che ha portato alla creazione di 2 schieramenti.

Da una parte chi considera questi fuoriusciti dei paladini che si battono per il bene comune, una sorta di eroi civili che si espongono in prima persona al fine di informare di un pericolo. Dall'altra parte chi solleva dubbi sulle reali motivazioni degli ex più ostili, le cui testimonianze possono essere una ricostruzione inattendibile del loro vissuto, perché alterata dal tentativo di addossare al gruppo la responsabilità dei loro fallimenti.

Poiché è un dibattito che nei paesi più avanzati ha portato a elaborare questo problema in modo proficuo, basterebbe che le associazioni "anti-sette" guardassero a quali conclusioni sono arrivati. Ma ciò che all'estero è un dibattito serio, capita che in Italia scada in un gretto pettegolezzo. Assistiamo così al penoso spettacolo di alcuni gruppi "anti-sette" - fautori di una lotta totale alle "sette" - impegnati a combattere con la maldicenza gli studiosi di Nuovi Movimenti Religiosi, i quali - predicando un maggior equilibrio di giudizio - vengono accusati di intelligenza col nemico.

Uscita da Scientology, Maria Pia Gardini è divenuta l'esponente più in vista dell'associazione "anti-sette" ARIS, e l'emblema delle associazioni antisette italiane in genere. Come tale dovrebbe essere inattaccabile sia nelle sue dichiarazioni che nelle motivazioni. E non c'è dubbio che sia da annoverare tra gli ex particolarmente ostili. Sul LNDS si definisce una "dei nemici più agguerriti di Scientology". Dichiara che "sarà per sempre il mio più grande e appagante divertimento" ciò che lei stessa definisce "la mia battaglia". Una battaglia a cui dedicare tutto: "È quello che io farò finché avrò un attimo di respiro" (Storie Vere).

Ma durante una battaglia raramente la ragionevolezza e l'obbiettività trovano il giusto spazio. Nelle pagine precedenti ne abbiamo visto numerosi esempi. Vediamone un altro, forse il più emblematico del suo operato (e con lei, quello del gruppo antisette di cui fa parte).

Maria Pia Gardini sostiene di avere una missione: un "nuovo dovere di testimonianza da portare avanti" (IMAIS). Sarebbe un proposito nobile, se non fosse che a lei non interessa per niente "fare informazione" (corretta o falsa che sia). Lo dimostra un episodio accaduto sul forum Exscn. Un partecipante chiede al nuovo venuto Andrè di raccontare la propria esperienza, ma la Gardini blocca immediatamente la richiesta, aggiungendo che la storia "la leggerai tutta ma non qui". Ci pensa Andrè a chiarire il motivo di questa incomprensibile censura: "Maria Pia ha incluso la mia esperienza in Scientology nel suo prossimo libro".

Se fosse vero "questo nuovo dovere di testimonianza" che dice di sentire, coglierebbe ogni possibilità di fare informazione a riguardo "dei soprusi, dei condizionamenti, degli odiosi ricatti" (IMAIS) compiuti da Scientology. La Gardini è stata invece prontissima a zittire una importante testimonianza su Scientology: chi vuole conoscere l'esperienza di Andrè si compri il libro.

Quali siano le motivazioni che l'hanno indotta ad abbracciare con tanto entusiasmo il suo ruolo di "nemico pubblico numero uno" di Scientology le abbiamo viste. Sono le stesse che l'hanno indotta a "lanciarsi ai massimi vertici della Chiesa": l'ambizione di percepirsi superiore agli altri. Un sogno "alimentato dalla mia voglia di eccellere". In pratica, la vanità. E non ha importanza quale dei due schieramenti le offra la possibilità di soddisfare la sua ambizione. Dopo una vita di insuccessi, l'importante è sentire che "gli altri ti invidiano" e ti ammirano come "un dio" (dentro l'organizzazione), oppure sentire di "essere un personaggio noto", di cui parlano "i giornali e le trasmissioni televisive del mio Paese" (fuori dall'organizzazione). Per la Gardini va bene essere "una scientologa in carriera", così come essere una anti-scientologa in carriera. L'importante è essere in carriera.

Certe associazioni anti-sette italiane, che si prefiggono di "arginare il male", hanno gravi responsabilità in tutto questo. Sposando acriticamente le posizioni della Gardini, si comportano come le sette che dicono di combattere, ed è per questo che anche in Italia si inizia a parlare della "setta degli anti-sette". Come le "sette" sono disposte a mentire, dimostrano fanatismo e dividono il mondo in buoni (chi la pensa come noi) e cattivi (tutti gli altri). Questa vicenda ne è una ulteriore conferma: hanno eletto a loro principale testimonial una martire professionale che racconta falsità. Una persona che ricostruisce il proprio passato per acquisire uno status sociale utile a soddisfare il proprio narcisismo e compensare una vita di fallimenti. Una persona che si presenta come la vittima che non è mai stata e la brava madre che non è riuscita ad essere.

Ora qualche parola su chi fa informazione in questo campo. La categoria dei giornalisti è già sufficientemente vituperata e da queste pagine non verrà ulteriormente gettata loro addosso la croce. Chi legge su un giornale o ascolta in TV un'intervista in cui la Gardini delinea la sua "storia dell'orrore", fatta di soprusi, estorsioni, violenze e truffe, morte della figlia inclusa, non ha gli strumenti per valutarne l'attendibilità. Un giornalista avrebbe invece il dovere deontologico di verificare le fonti. Ma viviamo tutti sullo stesso mondo, e non ci si deve sorprendere se rivendono al pubblico notizie non controllate e contribuiscono alla creazione di un falso martire. L'audience domina su tutto, e per un'intervista alla vittima di turno non dobbiamo aspettarci che svolgano una ricerca sulla veridicità dei fatti.

Una valutazione più critica spetta invece agli autori dei due libri qui ripetutamente citati: C. Boschetti e A. Laggia.

Laggia scrive che "I miei anni in Scientology" è il "compendio di lunghe ore di conversazioni", che hanno avuto inizio "in un soleggiato pomeriggio di agosto del 2006" e sono "proseguite nei mesi successivi". Si farebbe torto alla sua intelligenza ipotizzare che non si sia reso conto delle incongruenze, delle contraddizioni e dei cambi di versione che costellano il libro. Si farebbe torto alla sua intelligenza ipotizzare che non si sia reso conto che "Puccy, donna forte e disincantata e, a un tempo, debole e remissiva" non è credibile, perché "la storia allucinante" che Puccy racconta non regge nemmeno a un esame superficiale.

Non servono lunghe ore di conversazione per accorgersi delle tante affermazioni insensate che abbiamo visto in queste pagine. Per cui se non è una excusatio non petita, appare quasi uno sberleffo il panegirico che Laggia mette nell'introduzione:
"Il primo quotidiano a parlare di lei è La Repubblica. Subito dopo se ne occupano i settimanali Oggi e Famiglia Cristiana. E poi ancora Canale 5 con il Maurizio Costanzo show, Rai Uno, Rai Educational, La 7 e molte alte testate giornalistiche. E mai una volta il racconto della sua esperienza è stato contestato o messo in discussione."
Un giudizio negativo merita anche il "Libro nero delle sette in Italia", che dedica una ventina di pagine alla storia della Gardini. Alle critiche che questa storia merita, ne vanno aggiunte delle altre. È bastato leggere le prime pagine per riporlo nello scaffale tra "Gli extraterrestri torneranno" di Erich von Däniken e "Astronavi sulla preistoria" di Peter Kolosimo. Per dare un'idea dell'autorevolezza di questo libro inchiesta, basti un esempio: per dimostrare la pericolosità delle sette, l'autrice riporta la testimonianza di un padre che accusa un presunto guru che secondo lui "adescò mio figlio quando aveva pochi mesi" (1).


Postfazione

Un adescamento davvero sbalorditivo: "quando aveva solo due anni, mi resi conto che era stato plagiato". Il plagio (2) viene segnalato ai servizi sociali e all'autorità giudiziaria, ma è una segnalazione che "nessuno prese sul serio". Chissà perché.

Superati i confini dello scandalismo, viene da chiedersi come sia possibile mettere il proprio nome su un libro simile.

In merito a questa incredibile vicenda, c'è un aspetto comico da aggiungere. A denunciare il miracoloso adescamento è Aldo Verdecchia, che in seguito ha creato l'associazione "Giù le mani dai bambini", una associazione "sorta per contrastare organizzazioni di pedofili e sette religiose di plagiatori". In pratica, l'immancabile gruppo anti-sette, che forte della propria competenza dovrebbe aiutare noi ignari cittadini a difenderci da truffatori, ciarlatani e imbroglioni vari. Succede però che l'esperto di truffe viene proditoriamente truffato da un tizio che fingendosi un funzionario dei servizi segreti, promette finanziamenti a fondo perduto e inguaia economicamente il nostro esperto.

La comica situazione assume toni parossistici quando, pochi giorni dopo avere sporto denuncia, anziché starsene con le pive nel sacco in attesa che la gente dimentichi, il gabbato dirama un comunicato stampa con cui smaschera la scellerata tresca di "alcuni soggetti che si erano infiltrati nella nostra associazione".

Nessuno si illuda che un comune truffatore (di cui si conosce un'altra denuncia per un fatto analogo) possa abbindolare il fondatore Presidente. Solo un oscuro complotto può avere le potenzialità per inserire nella sua associazione questi infingardi "infiltrati", le cui motivazioni "sono all'esame dell'Autorità Giudiziaria".

Poiché in questo capitolo si è parlato di associazioni anti-sette, sentiamo cosa ha da dire in merito il Sig. A. Verdecchia, fondatore di un'associazione nata per "contrastare organizzazioni di pedofili e sette religiose di plagiatori":
"forte della mia esperienza, constato che i pedofili spesso fondano associazioni contro la pedofilia e i plagiatori associazioni contro il plagio" (Il Giornale, 17-10-2004)

Olé!


Note

1) Per umana pietà, in origine questo capitolo terminava nel punto in cui è inserita questa nota, senza riportare il nome di chi ha denunciato l'improbabile adescamento, né quello della sua associazione.
Successivamente, sul sito del CESAP mi sono imbattuto nel comunicato stampa che parla degli "infiltrati", il che indica che per salvaguardare la reputazione sua e del suo gruppo, A. Verdecchia stesso ritiene opportuno diramare quel bislacco comunicato, e il CESAP di Lorita Tinelli (consorziata con Verdecchia nella guerra alle "sette" e ai pedofili tramite il "Forum delle associazioni antisette") anziché tentare di dissuaderlo glielo pubblica.
A quel punto, mantenere il riserbo su un episodio che i diretti interessati si adoperano per divulgare, diviene un riguardo del tutto inutile. È quindi in osservanza alla loro volontà di far conoscere quei fatti che è stata aggiunta la postfazione.

2) Nell'intervista a Il Giornale, Verdecchia ci informa che il plagio venne messo in atto nientemeno che da "una setta di degenerati morali, pornografi e plagiatori, collusa con autorità giudiziarie, politiche e religiose". Non precisa però se si tratta della SPECTRE.