martedì 29 luglio 2014

Assotutor: chi era costui? - cap. 2

L'utilità sociale

In un capitolo precedente dove analizzavo la relazione di Alessandrini, ho definito Assotutor la più insignificante tra le associazioni antisette. Avrei anche potuto dire la più inutile, ma non volevo fare torto ad altri gruppi antisette che potrebbero ambire a questo titolo.

Se sul sito di Assotutor si prova a cercare cosa fa di concreto l'associazione, quali "azioni e servizi" (di cui si fregia il dott. Potenza) vengono forniti all'utenza, spulciando tra le reiterate richieste di denaro (e di "lasciti", "sussidi", "donazioni", "erogazioni", "contributi", "elargizioni", "fondi", "rimborsi", "versamenti", "testamenti"), incontriamo finalmente una attività: il Centro d'Ascolto, a cui le vittime del plagio possono "chiedere sostegno, assistenza, consigli". Questo centro ha una storia emblematica.

Un tutor del Centro d'Ascolto dall'espressione
adirata alquanto poco rassicurante.

Nella pagina Attività del 2007, si legge che il Centro d'ascolto è il "Il primo progetto che Tutor ha realizzato". Il primo ma - aggiungiamo noi - anche l'unico, dato che da quella pagina si apprende che "E' in fase di studio anche la realizzazione di un servizio di assistenza terapeutica", e che si stanno "progettando altre attività di prevenzione, sostegno e tutela."

Insomma, tanti bei progetti, che però erano solo annunciati, e il centro d'ascolto appariva l'unico concretamente realizzato (appariva). Nonostante gli impegni pubblicamente assunti però, i buoni propositi rimarranno "in fase di studio" ancora molto a lungo. Fino a tutto il 2010.

Alla buonora, dirà qualcuno. E invece no perché nel 2011, quando sono almeno 5 anni che quella pagina avvisa che le "altre attività" sono in fase di studio, la novità non consiste nell'annunciarne l'attivazione, ma al contrario nel far sparire l'intera pagina. E insieme a lei spariscono pure il Centro d'ascolto e la relativa pagina [1]. Così, di punto in bianco, senza nessun preavviso o alcuna spiegazione. Niente più "Centro d'ascolto", niente più "assistenza terapeutica" in fase di studio, niente più "altre attività" in preparazione. Tutto azzerato. Come se niente fosse, si finge che quell'unica attività sbandierata non sia mai esistita.

È una sparizione che sconfessa le trionfalistiche dichiarazioni alla stampa del Presidente: "In pochi mesi il Centro d’ascolto è diventato punto di riferimento a livello nazionale". Una dichiarazione che a questo punto non è credibile: si sostiene che il centro d'ascolto presta i suoi servigi a vittime di tutta Italia, e poi lo si fa sparire alla chetichella, di nascosto, come un parente scemo di cui ci si vergogna. E poi che fine avrebbero fatto tutti quegli utenti talmente numerosi da rendere impossibile l'attività più basilare: rispondere ai messaggi? Inoltre, cosa ci sta a fare quell'esercito di funzionari a copertura di una quantità inverosimile di incarichi, se l'associazione non dà più nessuna "assistenza e sostegno", e si limita a rispondere ai messaggi purché brevi? E neppure a tutti i messaggi?

Inutile nascondersi dietro a un dito e girarci intorno con domande retoriche, la conclusione è d'obbligo: Assotutor si presenta come una grande organizzazione che "si articola sul territorio nazionale", il cui successo consente dichiarazioni trionfalistiche ("in pochi messi" una rilevanza "nazionale"), ma gli impegni disattesi, la sparizione dell'unica (e ipotetica) attività concreta, la limitazione della modalità di contatto a un numero di fax, sono indicatori che fanno pensare che anche Assotutor non sia che una delle solite associazioni fittizie, costituite da un'unica persona (con tutt'al più qualche saltuario collaboratore), i cui trionfalismi sono lustrini per giornalisti e gli annunci vuota propaganda (se proprio non vogliamo definirli le sparate di chi ingrandisce a dismisura le sue azioni, per attribuirsi meriti immaginari). Niente folla di funzionari, né ressa di utenti in cerca di tutela, né "vittime del plagio" assistiti dal "punto di riferimento a livello nazionale".

A riprova di come Assotutor non sia che una cumulo di annunci che magnificano un contenitore inutilizzato, un'organizzazione per l'appunto "insignificante", c'è il fatto che il suo sito web si trovi da tempo in stato di abbandono.

Basta guardare la sconsolante pagina "Dicono di Tutor", arenatasi nel maggio 2008 dopo appena 2 anni di attività. Da 6 anni è completamente ferma, e fa apparire il sito un oggetto inutile come un vecchio manifesto pubblicitario in una località balneare in inverno. Un po' meglio va alla pagina "Archivio news", che ha dato qualche segno di vita fino al 2011, ma solo grazie agli aggiornamenti di un processo ai dirigenti di una casa di cura. Trattandosi di una vicenda in cui era impegnato il dott. D. Potenza, quelle notizie potevano servire a dare lustro al Presidente, ma non erano di alcuna utilità alle "vittime del plagio" [2]. E comunque pure quella pagina è ferma da 3 anni.

In conclusione, benché abbia descritto Assotutor come un gruppo antisette di straordinario successo, è evidente che il dott. Potenza ha gettato la spugna.

Della rinuncia di "Gradassotutor" ad occuparsi di "vittime delle psicosette" - che appaiono sempre più fantomatiche - possiamo trovare una esplicita conferma in una modifica apportata alla pagina "Come uscirne". È una pagina che contiene una breve lezioncina su come un adepto si distacca da una setta (per carità, senza stancarsi troppo, giusto poche righe). La prima versione di quella pagina si concludeva invitando le vittime ad avvalersi dei servizi di Assotutor:

"Se hai bisogno d'aiuto, rivolgiti al Centro d'ascolto"


Nella nuova versione quelle poche righe sono rimaste immutate, ma è stato cancellato l'invito a rivolgersi ad Assotutor.


Sembra di poter dire che il dott. D. Potenza aveva puntato a un mercato rivelatosi inconsistente.

Altri elementi ancora confermano il decesso del "progetto Assotutor", che da rampante (e inverosimile) "punto di riferimento a livello nazionale", si è ridotto a un dimenticato sito Internet. Queste conferme ce le forniscono le pagine che invitavano le scuole e le altre Onlus in genere ad aderire all'associazione. Sono le due pagine (qui e qui) che abbiamo visto in chiusura del capitolo precedente, scomparse rispettivamente nel 2011 e nel 2010. Il motivo della loro soppressione è facile da ipotizzare: avendola presentata come un'organizzazione che doveva spaccare le montagne, dopo anni di totale mancanza di riscontro sia da parte delle scuole che delle associazioni, il dott. Potenza ha opportunamente cancellato quegli inviti così pretenziosi, divenuti ormai ridicoli alla luce del loro acclarato velleitarismo.

Perfino comico è un annuncio che troviamo nella defunta pagina "Adesione scuole". Testimonia che il dott. Dino Potenza pensava di stare offrendo un'opportunità che le scuole si sarebbero precipitate a cogliere: "Tutor mette a disposizione nuove pagine in questo sito, per dare visibilità al lavoro svolto dagli alunni e dagli insegnanti". Pagine che non compariranno mai. Nemmeno una. I motivi possono essere due. La prima è che mancando di rispetto alle "scuole associate" e agli alunni, nessuno si è mai degnato di pubblicare quei lavori; ma è un'ipotesi da scartare dato che il dott. Potenza non è un maleducato. La seconda è che nessuno si è mai filato né il dott. Potenza, né la sua offerta di associarsi e di far fare agli alunni attività di sensibilizzazione "contro ogni forma di manipolazione psicologica", ed è l'unica ipotesi che rimane.

Non sono solo le pagine destinate a insegnanti e alunni a essere state snobbate in modo così umiliante. C'è anche la pagina destinata agli articoli scritti dal pubblico. Il fatto che non ci sia nemmeno un blando invito a mandare gli articoli, sembra indicare che per il dott. Potenza fosse un'esortazione superflua. Come dubitarne, dal momento che le psicosette sono una piaga così pervasiva (addirittura un allarme sociale secondo gli antisette), e che Assotutor è un'organizzazione tanto autorevole? (E che gli italiani sono dei grafomani.) Questa sua convinzione è confermata da una breve nota, che si presenta come un freno all'invio di articoli: la nota avverte che gli articoli devono essere "prevalentemente a carattere tecnico o scientifico" e saranno pubblicati "previa accettazione del Comitato di redazione".

Un Comitato quello di redazione che (presumibilmente al pari di quello scientifico, quello etico e quello giuridico), non è stato oberato di lavoro, dato che durante l'intero 2006 vengono pubblicati appena 2 articoli. Un successo modesto ma pur sempre meglio che niente? No, perché non si tratta di "articoli ricevuti". Il primo è firmato da Lui, il presidente in persona, e consiste in una presentazione - per sua natura né tecnica né scientifica - dell'associazione ("Tutor Antiplagio: presentazione del presidente"). Il secondo, intitolato "La cancellazione del reato di plagio", è firmato Assotutor, il che fa pensare che sia pure lui scritto dal Presidente.

La pagina "Articoli" ancora immutata nel giugno 2008

Per avere un contributo esterno (e non auto-prodotto), bisogna attendete del tempo. Addirittura anni, quando nel luglio 2008 compare l'articolo "Sette e culti: l’importanza dell’esperienza personale" di Chiara Guarascio, la quale - dichiara Gradassotutor - "racconta ai lettori di Assotutor l'esperienza ecc."


È vero, non viene rispettato il criterio che impone agli articoli di essere "prevalentemente a carattere tecnico o scientifico", ma dopo oltre due anni abbiamo il primo testo scritto appositamente per i "lettori di Assotutor", non è il caso di andare troppo per il sottile. Finalmente qualcuno che si avvede del prestigio di venire pubblicati sul sito del dott. Dino Potenza. Un prestigio puntualmente riconosciuto apponendo in calce al testo "Pubblicazione: AssoTutor - Luglio 2008" (e il copyright che ne certifica la proprietà: "© Copyright Associazione Tutor Onlus")


Va bene, non la faccio lunga perché l'avete già intuito: quel testo non è stato scritto "per Assotutorr" [3], né per i "lettori di Assotutor": era stato pubblicato già un anno prima su un altro blog. Si tratta di un banale copia e incolla (alla faccia della correttezza e dell'avviso su "la citazione delle fonti").

Da quel 2008 di nuovo passa del tempo, o meglio di nuovo passano gli anni, senza che qualcuno si accorga di Assotutor, finché si arriva all'agosto 2010 quando compaiono due articoli. Dopo quattro anni di attesa abbiamo finalmente i primi due articoli scritti per i lettori di Assotutor? Figuriamoci, a questo punto dovremmo aver capito com'è l''andazzo.

Se apriamo l'articolo "Dietro al Satanismo", troviamo il solito disclaimer "Pubblicazione: AssoTutor - Agosto 2010", con il solito diritto di proprietà ("© Copyright Associazione Tutor Onlus"), ma ancora una volta si tratta di un falso: l'articolo è di sei anni prima, il 2004, quando Assotutor neppure esisteva. Inoltre, era già stato ripubblicato dall'autore sul proprio sito un anno prima, nel 2009. Persino il titolo è un falso, quello vero è "Psicologia e patologia delle sette sataniche".

Con gli "articoli dei lettori" termino questo capitolo sulla "utilità sociale" dell'associazione, avvisando che la relazione di Alessandrini dovrà essere ulteriormente rinviata. Voglio però chiudere il post con una nota di ottimismo, poponendo una lettura positiva in merito alla dipartita del progetto "Tutor Antiplagio". Ritengo che il dott. Dino Potenza lo meriti, dato che seppur un po' guascone, sembra comunque una persona in gamba. Se guardiamo il problema della manipolazione mentale dal punto di vista degli antisette, ci rendiamo conto che aveva scelto di dedicarsi a un compito che fa tremare i polsi. Una selva intricata di fameliche psicosette, che tra i vari tipi di setta sono le più pericolose ("in quanto principalmente su di esse si accentrano le accuse di destrutturazione mentale", avvisa Assotutor). Gruppi resi ancor più insidiosi dal loro mascherarsi "per lo più sotto forma di centri psicoterapeutici, istituti di ricerca e scuole di formazione". Le vittime poi si contano a centinaia di migliaia. Un milione e mezzo secondo Alessandrini. E se contrastare questa calamità non vi sembra ancora un'impresa impegnativa, tenete presente che "Siamo certi che il fenomeno è in crescita", ci informava D. Potenza nel 2008. Ebbene, non potrebbe essere che l'abbandono di Assotutor sia dovuto proprio all'efficacia del suo operato, che ha saputo contrastare la crescita del fenomeno settario e reprimerlo fino alla sua estinzione?

Ora però, come da diagnosi (a distanza) della psicologa clinica Lorita Tinelli, devo sottopormi alla cura per i miei disturbi mentali, per cui rimandiamo il resto ai prossimi post (e Alessandrini a quelli ancora successivi).

(continua)


Note:

1) Qui una pagina del 2010 che ha nel menù di destra il link a "Attività e progetti" e nel menù a sinistra il link a "Centro d'ascolto"; qui la stessa pagina ma del 2011 dove entrambi i due link sono stati tolti.

2) Assotutor sostiene di occuparsi "in modo particolare" delle Psicosette, ma se il dott. Potenza riesce bene nella difesa dei consumatori, allora cambi le finalità dichiarate dell'associazione e tolga tutta quella paccottiglia antisette contro il plagio che è un tipico reato immaginario, dato che più che l'effettivo pericolo degli accusati, rispecchia paure e pregiudizi degli accusatori.

3) La pagina web è intitolata "Articolo di Chiara Guarascio per Assotutor"