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lunedì 2 luglio 2012

FAVIS un'associazione da paura - cap. 6

(capitolo precedente)

LA SETTA DEGLI ANTI-SETTE

Nel primo capitolo abbiamo visto che M. Aletti concorda con altri studiosi nel qualificare come "sette" proprio le stesse associazioni anti-sette (1).

Non si tratta solo di una provocazione. In questo e nei precedenti post, sono state descritte numerose caratteristiche psico-sociali degli antisette, tipiche altresì delle "sette".

Per esempio è già stato evidenziato come, al pari delle sette, anche le associazioni del "Forum", o meglio la FAVIS di Maurizio Alessandrini e il CESAP di Lorita Tinelli (le restanti associazioni sembrano sostanzialmente delle scatole vuote), hanno una dottrina pubblica e una segreta, una doppia agenda, che è la caratteristica più inquietante di un'organizzazione, settaria o meno che sia. (In merito si veda anche qui)

Un altro tratto distintivo delle sette sono l'intolleranza e il fanatismo. Ebbene, il dogmatismo di Maurizio Alessandrini/FAVIS, è stato diffusamente trattato negli ultimi post. (Per quanto riguarda CESAP/Lorita Tinelli si veda per esempio qui.) È indiscutibile che chi avanza una tesi in disaccordo con le loro posizioni o esprime una critica al loro operato, viene considerato un nemico e non una controparte dialettica.

In un ambiente meno distorto, gli studiosi si scontrano, anche con veemenza, ma il tutto resta sul piano del confronto dialettico, che è la forza propulsiva del progresso scientifico e civile. Gli antisette si affidano invece all'ostracismo, come nei peggiori intrallazzi politici o come usano fare le sette, di cui sono emblematiche le direttive del "Fair game" e del “Dead agenting” di Scientology, che ordina agli adepti di distruggere (in senso letterale) chi critica pubblicamente il gruppo. (O come venne fatto con Giordano Bruno, Galilei, Copernico, ecc., a cui non si rispose nel merito delle loro argomentazioni, ma colpendo la persona con la persecuzione o peggio.)

La Di Marzio e la Po (per attenerci agli esempi già citati, ma ce ne sono altri) esprimono pubblicamente le loro idee sul web, in articoli, in convegni o su libri, ma non ho trovato un singolo caso in cui gli anti-sette abbiano replicato nel merito delle tesi proposte. Si sa invece di esposti e denunce, presentate di nascosto e basate su illazioni o falsità.

Gli antisette si rivolgono nascostamente alle autorità come un bambino noioso che piagnucola: "Signora maestra, lui mi ha detto che… ecc."

Quando Benveniste pubblicò i risultati dei suoi esperimenti sulla "memoria dell'acqua", la comunità scientifica non lo accusò di appartenere alla "lobby omeopatica", non inviò segnalazioni alla Squadra Antisette e non cercò di farlo espellere dall'ordine con argomentazioni isteriche. Il suo esperimento venne invece replicato e fu dimostrata l'infondatezza dei suoi proclami. Questa è il modo di procedere richiesto dal metodo scientifico e imposto dal buon senso. Il resto è gretto pettegolezzo.

Come le sette, anche le associazioni del "Forum" hanno una visione dicotomica. Da una parte c'è il bene, dall'altra tutto il male. Nessuna sfumatura, quindi nessuna disponibilità a valutare le singole posizioni. È esperienza condivisa che tra litiganti (coniugi, soci, ecc.) difficilmente la ragione è tutta da una parte e il torto tutto dall'altra. Per gli anti-sette invece, la narrazione del fuoriuscito che lamenta qualsivoglia angheria subita, anche la più contraddittoria come nel caso della Gardini, è la verità scolpita nella pietra, ed è inutile - anzi è da disfattista - ascoltare anche l'esperienza di un seguace soddisfatto, o la versione del supposto "guru".

Perfino all'attentatore del Papa fu concessa la possibilità di difendersi, ma gli "anti-sette" negano questo diritto a chi - da loro stessi - è additato come un plagiatore. A tal proposito è emblematica la vicenda di Pietro Bono che riassumo brevemente.

Dopo il pesante attacco del CESAP al gruppo Arkeon, l’associato Bono inviò al presidente della FECRIS (la federazione europea dei movimenti anti-sette), la richiesta di un incontro chiarificatore: "A questo scopo mi permetto di rinnovare a Lei ed alla FECRIS l’invito per un incontro diretto, magari con la Vostre Associate Italiane, per permettere alle famiglie di arkeon di portare ogni chiarimento utile e necessario, e farVi avere la documentazione completa". Il Presidente della FECRIS delegò a questo scopo l'ARIS, che però non rispose neppure.

Dopo reiterati inviti all'ARIS ("Vi scrivo per rinnovarVi il mio invito ad un incontro informale di conoscenza e chiarificazione, che possa anche permetterVi di acquisire del materiale, in modo da poter comprendere più in dettaglio questa situazione. Da parte mia c’è la più completa disponibilità a raggiungerVi, in qualunque momento e in ogni località Voi desideriate incontrarmi"), il Presidente dell'ARIS Mario Pierotti finalmente risponde: "Non siamo disponibili ad un incontro con Lei in quanto al momento vi sono indagini in corso ed in futuro un processo".

È una risposta inaspettata:
  • Il presidente di una "Associazione di Ricerca" che si rifiuta di visionare materiale inerente il suo oggetto di studio.
  • Un "settarolo plagiatore" che supplica di analizzare la filosofia che ha abbracciato; il paladino della libertà che si nega con una scusa impresentabile.
Leggendo nella sua interezza quello scambio di e-mail, che tratteggia una delle pagine più nere dell'anti-settarimo italiano, si dissolve ogni dubbio su chi, tra l'esponente della supposta setta e le associazioni anti-sette, si mostra aperto al confronto e al dialogo, e chi si caratterizza per la mentalità e i metodi settari.

A Pierotti, presidente dell'Associazione di Ricerca ARIS, non interessa un incontro chiarificatore: lui sa già tutto quello che c'è da sapere: quella è una setta, l'ha detto Lorita Tinelli del CESAP e tanto basta.

Quando qualcuno degli anti-sette assegna a un gruppo l'etichetta di "setta" (che, come abbiamo visto, equivale a “gruppo abusante”), la sentenza vale per tutti ed è definitiva: il leader è un "plagiatore", quindi un criminale; gli affiliati sono dei testimoni inattendibili perché plagiati ed è inutile ascoltarli.

Le sette proclamano: "Noi abbiamo la Verità, tutto il resto è menzogna". I movimenti anti-sette: stessa cosa.

Nei movimenti settari vige il principio secondo cui “il fine giustifica i mezzi”. Per il raggiungimento di un bene superiore diventa lecito violare una norma. Anche tra i maggiori esponenti di un certo mondo anti-sette è ravvisabile l'adozione di questo stesso principio. Nel capitolo intitolato "L'onestà intellettuale" sono stati portati vari esempi di fatti presentati da Maurizio Alessandrini in modo distorto. Altri se ne possono citare per quanto riguarda Lorita Tinelli (qui, qui, qui, qui ecc.).

Anche la recente audizione di Maria Pia Gardini alla commissione Giustizia del Senato può essere vista in quest'ottica. Questo blog ha dettagliatamente analizzato le accuse che la Gardini addebita a Scientology, evidenziandone l'infondatezza. Eppure la Gardini è stata mandata a dare testimonianza della pericolosità di quel gruppo. Una pericolosità reale, ma la si è voluta dimostrare con argomenti falsi per addebiti infondati.

Le sette hanno una visione cospirazionista della realtà. Ogni contrattempo, insuccesso, avversità si spiega con la presenza di oscure manovre, con l'ostilità di centri di potere occulti, con improbabili trame ordite nell'ombra. Lo stesso accade per gli anti-sette:
  • Studiosi e accademici sono contrari al reato di plagio? Appartengono alle "lobby internazionali che tutelano queste grosse organizzazioni settarie".
  • Dopo anni di sforzi non si concretizza il reato di plagio? È il risultato di oscure forze che esercitano una "forma di resistenza strana".
  • Sull'operato delle associazioni anti-sette si levano sempre più voci critiche? Sono calunnie di "persone vicine al mondo di Arkeon", "un caso esemplare di psicosetta", sostenuta da "sedicenti ricercatori".

Aggrappati a superstizioni ideologiche, tra molti anti-sette non si scorge alcuna disposizione all'autocritica, mentre lottano contro l'immaginario nemico con gli stessi metodi che gli si attribuisce: i sotterfugi, le iniziative nascoste, la maldicenza, l'ostracismo. Nella più classica pratica settaria.

Abbiamo così le lettere segretamente inviate alle istituzioni e alla Polizia di Stato dalle associazioni del "Forum". E sempre senza alcuna assunzione pubblica di responsabilità, si inviano esposti agli ordini di categoria, sollecitando sanzioni disciplinari. E mai si replica alle critiche: senza dichiararlo pubblicamente (e assumersene perciò la pubblica responsabilità morale davanti ai propri soci e simpatizzanti) si inviano invece segnalazioni alla Squadra Antisette e denunce alla magistratura.

Pare che anche questo blog sia stato (o stia per essere) querelato, senza però che una sola affermazione sia mai stata smentita o anche solo contestata.

Neppure all'e-mail che invitava l’ARIS ad esprimere una replica è stata data la risposta che l'educazione richiede. Il motivo è evidente: non si dialoga con chi integra le "schiere del male", lo si combatte e basta, perché ogni setta è sempre convinta che chi la critica è spinto da intenzioni malvagie.

"L'equilibrio e la salute cerebrale di un individuo garantisce anche un cittadino capace in tutti i sensi e può garantire anche una buona vita alla democrazia perché un cervello capace è anche sufficientemente critico".

Questo elogio dell'equilibrio e del senso critico è di Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS e referente della Squadra Antisette della Polizia di Stato, che però replica alle opinioni diverse dalle sue non esercitando il suo senso critico (e permettendo agli altri di esercitarlo), ossia con il confronto dialettico e il rispetto delle idee altrui, capisaldi di "una buona vita alla democrazia", ma con esposti, segnalazioni e denunce. Strumenti propri di uno Stato di Polizia.

Ecco un ulteriore esempio di tale forsennata intransigenza. A settembre 2011, Maurizio Alessandrini rilasciò una intervista dove parlò lungamente del "figlio plagiato". Anche suo figlio Fabio, pochi giorni dopo, diede la sua versione in un'intervista (la prima volta dopo 11 anni di silenzio). Quando Simonetta Po, sul suo blog "Il temperino di Occam", commentò entrambe le interviste, la reazione degli antisette non si fece attendere e fu veemente.

In un post intitolato "LA CATTIVERIA UMANA NON HA LIMITE" (maiuscolo nell'originale), la Gardini/ARIS definì una "fogna" l'intervista del figlio Fabio, e di una "cattiveria indicibile" la Po che l'aveva presa in esame.

Ovviamente, venne anche adombrato l'immancabile complotto con la più insulsa delle argomentazioni: "stranamente" l'intervista era stata trasmessa "all'indomani della partecipazione del padre" all'audizione alla Commissione Giustizia.

La Gardini trascurò però il fatto che "stranamente" l'intervista era stata trasmessa anche "all'indomani" dell'intervista rilasciata dal padre, e che di questa era la risposta (2). Ma gli anti-sette non si lasciano ingannare: sanno riconoscere bene le oscure trame del malvagio nemico.

Nella vicenda ci mise del suo anche Lorita Tinelli. All'utente che sul forum del CESAP aveva indicato il link all'intervista di Fabio affinché fosse possibile ascoltare le due versioni, una infuriata Tinelli replicò cancellando il link e intimandogli:
"Non ci prestiamo quindi alla divulgazione di notizie false e intenti diffamatori. Forse sguazzerebbe meglio negli altri ambienti che, in questi giorni, stanno offrendo tanto piacere a chi sa bene come galleggiare nel fango e soprattutto come lanciarlo sugli altri [...] informazioni di questo tenore e con questi obiettivi le vada ad offrire altrove dove, evidentemente, la sua comunicativa e la sua morale saranno più apprezzate."

A chi non mostra un'adesione totale alle loro posizioni, grazie al loro "equilibrio" e al loro rispetto del senso critico, gli antisette rispondono negando il diritto di parola (al figlio di Maurizio Alessandrini), con gli insulti ("fogna, cattiveria indicibile, diffamatori, sguazzare nel fango, immorale") e con la censura (inimmaginabile per un "Centro Studi" rispettabile).

La Tinelli ha definito "divulgazione di notizie false e intenti diffamatori" l'intervista di Fabio Alessandrini, figlio di Maurizio, presidente della FAVIS. È un'opinione, e come tale è legittima (3), ma è doveroso argomentarla. Invece Lorita Tinelli non ha speso nemmeno una parola in tal senso e si è affidata unicamente agli insulti e alla totale chiusura ad ogni forma di discussione, chiara dimostrazione della “utilità sociale” del CESAP-Onlus (che riceve finanziamenti pubblici), oltre che della sua obbiettività e correttezza. Obbiettività e correttezza di cui è possibile farsi un'idea leggendo "Un’esperienza interessante" (ma si stenterà a crederci).


L'appello di Fabio Alessandrini, il figlio di Maurizio

"L'appello che voglio fare ai miei genitori è che all'età della pensione, credo sia venuto il momento di dimostrare un po' di maturità. Posso comprendere gli errori di una vita [...] ma non riesco a capire la crudeltà, la perfidia e la cattiveria che mi avete mostrato in questi 11 anni [...] Chiudete il teatrino che avete messo su in questi 11 anni, perché non ha più senso di esistere. E non sono solo io che lo dico, ma anche le persone che sono uscite dalla FAVIS con cui ho parlato [...]. In realtà [la FAVIS - ndr] è solo mio padre, mia madre e la compagna di mia madre [...] Non era un'associazione di famiglie, ma una famiglia sola che autoritariamente decideva quello che doveva fare [...] stavano decidendo come creare un rapimento nei miei confronti"


Note:

1) Oltre ai già citati R. W. Hood, B. Spilka, B. Hunsberger e R. Gorsuch, vanno segnalati - tra gli altri - anche gli autori di: "Le « sectisme», une nouvelle forme de racisme?" Lorraine Derocher; "Public support for anti-cult legislation" J.T. Richardson e B. van Driel; "The anticult movement in America" A. D. Shupe, D. G. Bromley e D. L. Oliver; "Social response to cult" A. D. Shupe e D. G. Bromley; "Cult-phobia" B. K. Kilbourne e J. T. Richardson

2) Leggendo il suo intervento, sembra evidente che la Gardini si è prestata a pubblicare un post il cui autore non voleva comparire. Per la prima volta infatti - dopo anni di partecipazione ai news-group - la Gardini ha inviato un testo sostanzialmente senza errori di ortografia, quando invece i suoi interventi se ne caratterizzano per la sorprendente densità (si veda qui). Inoltre, lo stile espositivo (formale, al limite del burocratico) è incompatibile con il suo (discorsivo ed elementare), e non è credibile che ne sia l'autrice.

3) I principi del Diritto rendono legittima ogni critica, purché non venga leso il decoro e l'onorabilità. Quell'esplicita accusa di mentire con intento diffamatorio, contiene gli estremi per una querela. Normalmente però le persone comuni non perdono tempo con sciocchezze di questo tipo, contrariamente a Lorita Tinelli che vede offese e intimidazioni pressoché ovunque e invia infondati esposti e segnalazioni.


lunedì 25 giugno 2012

FAVIS un'associazione da paura - cap. 5

(capitolo precedente)

INADEGUATEZZA E ANGHERIE

Gli ultimi post di questo blog sono dedicati alle associazioni che compongono il "Forum delle Associazioni Italiane di Ricerca Informazione e Contrasto dei Movimenti Settari e Culti Abusanti" (1).

Sono “pensieri banali”, articoli nati con lo scopo di validare il giudizio di "totale inadeguatezza" espressa da un utente di un news-group; tuttavia, giunti alla fine di questa disamina, l'ipotesi di partenza si dimostra vera solo in parte.

Dovendo esprimere un parere, assegnerei una valutazione limitata alla inadeguatezza per l'ARIS, e con uno sforzo di indulgenza anche a "Giù le mani dai bambini". La FAVIS (così come il CESAP) appare invece meritevole di un giudizio più severo.

La differente valutazione è dovuta al fatto che, mentre per l'ARIS vanno tenuti in conto la buona fede e il lodevole intendo di fare del bene, in Alessandrini il tratto predominante sembra essere l'acredine.

Abbiamo visto che Alessandrini (unitamente alla Tinelli del CESAP) individua in tutte le "associazioni culturali ed accademie olistiche” un "cancro sociale" da estirpare. Si tratta di un'intransigenza che non può essere il risultato di una razionale analisi della realtà, ma appare piuttosto discendere dall'intolleranza, che è più figlia dell'astio che della logica.

Un malanimo che oltre alle "sette" è indirizzato anche a quegli studiosi che Alessandrini vede come dei fiancheggiatori delle sette, in quanto colpevoli di invocare un maggior equilibrio prima di assegnare l'etichetta di "criminale".

Contro questi presunti "sostenitori", Alessandrini è coautore di una "battaglia" tanto spinta da essere l'oggetto di una interrogazione parlamentare (sen. A. Pastore) indirizzata ai ministri dell'Interno e della Giustizia, che esprime la preoccupazione per il "carattere oltranzista ed intollerante" dei componenti il "Forum", indicati come responsabili di:
"una vera e propria azione di persecuzione [...] non solo contro le minoranze spirituali, ma anche contro privati cittadini accusati pretestuosamente di esserne i sostenitori"
Nell'interrogazione si esprime preoccupazione:
"per la gravità obiettiva [...] della natura e dei metodi delle associazioni"
che compongono il "Forum", di cui si denunciano:
"casi di autentica persecuzione di persone che le associazioni antisette considerano corresponsabili di ogni malefatta [...]

In particolare l'interrogante ritiene di dover segnalare [...] la vicenda della dottoressa Raffaella Di Marzio studiosa di fama internazionale [...] che fu denunziata a Bari nel corso di una operazione di polizia nei confronti di un gruppo, al momento oggetto della sua osservazione e dei suoi studi, e di conseguenza indagata per associazione a delinquere, accusa archiviata nei suoi confronti dal pubblico ministero e dal giudice per le indagini preliminari di Bari, e che tuttavia ha continuato ad essere oggetto di denunzie e di esposti da parte di esponenti del Forum antisette e della Favis, atti persecutori che, dopo che la dottoressa Di Marzio si è iscritta all'albo degli psicologi, si sono concretati anche nel tentativo di provocare procedimenti disciplinari, con pretesti vari, a suo carico"

In poche righe, l'interrogazione riassume compiutamente quanto esposto in questa interminabile disamina, descrivendo un Maurizio Alessandrini impegnato in una "battaglia" che si caratterizza per uno zelo di stampo settario.

La Di Marzio non è l'unica vittima dei "metodi" di Maurizio Alessandrini, di Lorita Tinelli e degli altri componenti il "Forum". Anche Simonetta Po, gestore del sito "Allarme Scientology" e del blog “Il Temperino di Occam”, è oggetto di quegli "atti persecutori".

Per entrambe, il motivo di questo ostracismo è da ricercarsi in tre prese di posizioni intollerabili per i paladini della "capacità-diritto ad auto determinarsi" di ogni persona:
  1. essersi pubblicamente pronunciate a sfavore della reintroduzione del "reato di plagio" (ossia avere espresso un'opinione);
  2. sostenere che in una controversia è necessario ascoltare entrambe le parti, perché la sola testimonianza dell'ex affiliato divenuto ostile non è sufficiente per assegnare a un gruppo l'etichetta di "setta criminale" (ossia avere espresso un'opinione);
  3. avere criticato i metodi di Lorita Tinelli, presidente del CESAP e leader del "Forum" (ossia avere espresso un'opinione).
L'impegno ultra decennale del gestore di "Allarme Scientology" per fornire un'informazione indipendente sulla controversa multinazionale fondata da L. Ron Hubbard (che le sono costate pesanti molestie), l'aver creato una enorme biblioteca critica che non ha eguali in Italia (da cui il sito della FAVIS ha copiosamente attinto), non valgono più nulla. La Po, come la Di Marzio, è una rinnegata. Una "apostata", quindi peggio di una "miscredente".

La mentalità manichea non è risolutezza d'animo, è fanatismo. Secondo la logica di questo modo di vedere, il gradiente successivo agli esposti e alle denunce è il ricorso a una "squadra operativa", che in nome di un bene superiore faccia finalmente giustizia dei traditori della causa. Saremmo così alle squadracce fasciste, al manganello e al resto.

Ma se il ricorso a un simile gruppo di sgherri è un pericolo non realistico, menzionato al solo fine di ricordare a cosa conduce questo tipo di logica, ciò che desta una preoccupazione reale è apprendere dal sito del Senato che Maurizio Alessandrini & C. sono "pressoché l'unica fonte di informazione e di consulenza per le squadre antisette della Polizia di Stato".

In un paese dove un buttafuori con un falso diploma di maturità diventa sottosegretario (a 7.000 euro netti al mese), non ci sarebbe da stupirsi, ma leggere nell'interrogazione parlamentare che l'"attività della magistratura inquirente" è "strettamente connessa" ad associazioni dal "carattere oltranzista ed intollerante", suscitare allarme. Un allarme quanto mai concreto se si considera che le Squadre Antisette della Polizia di Stato:
"hanno finito per operare pressoché esclusivamente come "braccio secolare" del "servizio antisette" dell'associazione Comunità papa Giovanni XXIII e del cosiddetto Forum"



Note:

1) Sembra che neppure ai componenti stessi del "Forum" sia chiara l'esatta formulazione del nome:
"Forum ... dei Movimenti Settari e Culti Abusanti"
"Forum ... dei Movimenti Settari Nocivi"

lunedì 18 giugno 2012

FAVIS un'associazione da paura - cap. 4

(capitolo precedente)

ACCADEMICI ACCREDITATI, ANZI INUTILI

Se da una parte il presidente della FAVIS Alessandrini ricorre all'autorevolezza degli "studi di accreditati accademici mondiali del settore" per sostenere le proprie istanze, in altre situazioni mostra tutto il suo malanimo per una categoria che considera composta da perditempo, capaci solo di "compilare grandi volumi". Evidentemente un'attività oziosa e futile.

Ai suoi occhi, gli studiosi sono responsabili di una colpa imperdonabile: rigettare la nozione di plagio che, al pari delle teorie sull'etere cosmico, la memoria dell'acqua o la fusione fredda, dopo il clamore iniziale sono state tutte cestinate perché rivelatesi infondate.

Per gli anti-sette questo non è banale negazionismo: c'è anche chi paventa l'immancabile complotto internazionale. In una trasmissione andata in onda su SM TV (in cui erano presenti solo degli anti-sette), in merito alla reintroduzione della legge sul plagio la conduttrice domanda: "Molti studiosi non sono d'accordo con questa legge [...] Vogliamo capire anche questa posizione?"

Risponde il consigliere nazionale del GRIS Adolfo Morganti, presente in studio a fianco di Alessandrini:
"La posizione si capisce molto velocemente. Ci sono, e sono individuabili per nome e per cognome, non ho mai problema a farlo, sono 15 anni che li faccio, delle lobby internazionali che tutelano queste grosse organizzazioni settarie. [...] Per cui ci sono delle organizzazioni che affettano una dignità accademica che francamente è molto discutibile, ruoli accademici che non hanno, che sostanzialmente dicono che il problema non esiste."
Gli anti-sette sono convinti di avere smascherato una congiura ordita da "falsi accademici", ma vale la pena ricordare che tra questi bugiardi che affettano "ruoli accademici che non hanno", oltre ai già citati M. Aletti, fondatore della Società Italiana di Psicologia della Religione, e R. Di Marzio sempre della SIPR e corrispondente dell'ICSA, troviamo l'intero gotha internazionale degli studiosi di questo campo:
  • Anson D. Shupe, membro della Society for the Scientific Study of Religion e della Association for the Sociology of Religion;
  • James T. Richardson, docente di sociologia alla University of Nevada, Reno;
  • David G. Bromley, direttore dell'Institute for Social Research alla University of Hartford, direttore del Department of Sociology and Anthropology alla University of Virginia, direttore del Journal for the Scientific Study of Religion;
  • Ermanno Pavesi, medico psichiatra e psicoterapeuta, membro di diverse accademie internazionali;
  • Michael Langone, Ph.D., psicologo, direttore dell'International Cultic Studies Association;
  • Silvio Calzolari, docente di Storia delle Religioni Orientali e Islamologia;
  • Aldo Natale Terrin, docente di Storia delle religioni;
  • Lorraine Derocher sociologa delle religioni e docente universitario.
Inoltre, nel 2005 quarantasette studiosi di storia e sociologia delle religioni di tutto il mondo scrissero a Ciampi, Berlusconi e Fini invitandoli a fermare il disegno di legge all'epoca in discussione alla commissione Giustizia del Senato per introdurre il reato di "manipolazione mentale". Tra questi:
Enzo Pace, Università di Padova
Domenico Maselli, Università di Firenze
Luigi Berzano, Università di Torino
Clemente Lanzetti, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Fanny Cappello, Università di Bologna
Veronica Roldán, Università Roma Tre
Massimo Introvigne, Direttore, CESNUR, Torino
Eileen Barker, London School of Economics
Rebecca Moore, San Diego State University (1)
David G. Bromley, Virginia Commonwealth University
James T. Richardson, University of Nevada, Reno
Rodney Stark, University of Washington
Jim Beckford, University of Warwick
Karel Dobbelaere, Katholieke Universiteit Leuven
Roland Campiche, Université de Lausanne
Thomas Robbins, Rochester, Minnesota
Jeremy Gunn, Emory University, Atlanta
Pauline Côté, Université Laval, Québec
Liliane Voyé, Université Catholique de Louvain
George D. Chryssides, University of Wolverhampton
Timothy Miller, University of Kansas
Phillip Charles Lucas, Stetson University
Jane Williams-Hogan, Bryn Athyn College
Susan Palmer, Dawson College, Montréal
Milda Alisauskiene, New Religions Research and Information Centre, Vilnius
Michelene Pesantubbee, University of Iowa
Dallas A. Blanchard, University of West Florida, Pensacola
Stuart A. Wright, Lamar University
Constance A. Jones, California Institute of Integral Studies, San Francisco
Douglas E. Cowan, University of Missouri, Kansas City
Solveiga Krumina-Konkova, Latvijas Universitàte
Considerarli tutti dei falsi accademici venduti alle multinazionali, serve solo a evidenziare l'inconsistenza logica e argomentativa di chi sostiene una tale sciocchezza.

Oltre al consigliere nazionale del GRIS Adolfo Morganti, anche Gabriella Monaco, che risulta essere la referente del fantomatico Comitato Vittime delle Psico-sette (2) (patrocinato dal CESAP, quindi un'emanazione dell'associazione della Tinelli) ha ripetuto sostanzialmente le stesse cose alla commissione del senato che conduce una "Indagine conoscitiva sul fenomeno delle cosiddette «SETTE»":
"Le sette poi siccome hanno potere economico, non solo possono permettersi avvocati tanto a loro non costa nulla, si arricchiscono in maniera esagerata nel giro di pochi giorni, ma possono anche pagare studiosi o pseudo-studiosi che possono garantire per loro. In questo momento, io oggi, prima di venire qua, il mio nome era stato pubblicato e divulgato da persone vicine al mondo di Arkeon. Io sono stata prontamente informata dal CESAP e dal FAVIS che sono due associazioni che mi hanno sostenuto. Si sta creando siccome le sette sanno di perdere un potere economico si stanno affiancando di studiosi o presunti tali che possono sostenere che non esiste la manipolazione, o come nel mio caso, che non esiste una vittima, che non è accaduto quello che è accaduto, in nome di una fantomatica libertà religiosa e vanno addirittura ad attaccare quelle poche associazioni sul territorio che ci sono che possono dare ascolto e raccogliere disperati come me"
Ciò che suscita maggior sorpresa in un tale sproloquio è il fatto che la commissione di senatori l'abbia presa seriamente, al punto che in una intervista la senatrice Allegrini ha dichiarato:
"L'ultima audizione, soprattutto, è stata molto importante. Alcune vittime ci hanno spiegato come sono riuscite ad uscire dalle sette e ci hanno raccontato i problemi che hanno dovuto affrontare dopo. Di solito si tratta di difficoltà psicologiche, di natura fisica e finanziaria.
[...]
La testimonianza di Maria Pia Gardini, cugina di Raoul, è fondamentale in questo senso perchè ci racconta con grande drammaticità non solo dei milioni di dollari dati a Scientology, ma soprattutto della vicenda della figlia finita tragicamente."
Come già rilevato in un post precedente, la dichiarazione della senatrice Allegrini assume aspetti di comicità involontaria, poiché come ampiamente dimostrato in questo blog, tra le accuse che Maria Pia Gardini muove a Scientology non ce n''è una sola che regga a un'analisi anche superficiale. Ma non è meno strambo lo sfogo della Monaco. Con la frase "oggi, prima di venire qua, il mio nome era stato pubblicato e divulgato", denuncia una fuga di notizie di cui sarebbero responsabili "persone vicine al mondo di Arkeon". Come sia possibile considerare una notizia riservata la partecipazione a una Audizione Pubblica presso un organo istituzionale (e quindi tenuto alla trasparenza) qual è una Commissione del Senato, è una cosa di cui è difficile capacitarsi. Nemmeno l'agenzia di stampa AGENPARL ("Agenzia Parlamentare per l'informazione politica") deve esserci riuscita, visto che è stata lei a divulgare proditoriamente la notizia alcuni giorni prima della seduta. Ma gli anti-sette vivono in un mondo di complotti, e devono ritenere "vicina al mondo di Arkeon" anche l'Agenzia Parlamentare.

Per sua fortuna la Sig.ra Monaco è sostenuta dal CESAP e dalla FAVIS, i quali dando prova di lodevole arguzia l'hanno prontamente "informata" del misfatto, ma non sappiamo quali contromisure siano state adottate. Si sarà camuffata con barba e baffi finti.

Piuttosto patetico è invece l'intento della Monaco di svilire gli "studiosi-mercenari" definendoli, per due volte, "pseudo" o "presunti tali". È evidente che la Monaco ha voluto togliersi una soddisfazione e dare sfogo al suo rancore, ma così ribadisce ulteriormente il grado di attendibilità di una "disperata" come lei.

Torniamo ad Alessandrini e alla sua avversione per gli "accreditati accademici". Sempre alla commissione giustizia del senato, nel settembre del 2011 anche Alessandrini sfoga il suo risentimento per un ambiente da cui si sente peraltro snobbato:
  1. Desidero poi rilevare come in 11 anni di attività non siamo mai stati contattati da studiosi o accademici di questa materia.
  2. Le pochissime associazioni e persone che in Italia hanno il coraggio e la volontà di proseguire questo lavoro che si rivela costoso a livello economico, emotivo e fisico, vengono dileggiate come poco qualificate, non titolate e non laureate.
  3. Ricordo che il dottor Introvigne ha anche sottolineato che la FAVIS e` l’unica associazione che preme tanto per questa legge e che nel proprio sito pubblicizza un libro dal quale si comprende che tipo di persone siamo.
  4. Questo e` il concetto che gli studiosi hanno di chi e` a contatto diretto con la materia e con la sofferenza.
Sono 4 lamentele alquanto arrischiate. Più che colpire gli "studiosi e accademici", Alessandrini lede la propria credibilità.

Lamentazione 1. Sul sito della FAVIS leggiamo che Alessandrini è stato invitato come relatore a:
  • un convegno all'Università di Rimini,
  • al 2° corso di Psichiatria Forense (organizzato da: Soc. Italiana di Psichiatria Forense, Soc. Italiana di Criminologia, Soc. Italiana di Medicina Legale, ecc.),
  • un Master di 2° livello all'Università degli Studi La Sapienza,
  • una conferenza all'Università Lateranense,
  • un Master di 1° livello presso l'Università degli Studi Roma 3,
  • un seminario dell'Università degli Studi dell'Aquila.
Sostenere che "non siamo mai stati contattati da studiosi o accademici" è palesemente falso. A meno che Alessandrini non intendesse dire che la collaborazione si è esaurita dopo la sua esposizione, ma così peggiora la situazione: dimostrerebbe che gli studiosi hanno deciso di ignorarlo dopo averlo ascoltato (3). È chiaro che faceva meglio a starsene zitto.

Lamentazione 2. In effetti la mancanza di qualifiche professionali tra gli auto-nominati esperti di sette è motivo di seria perplessità. Se ne era già parlato a proposito dell'ARIS (ma senza alcun dileggio), dove si è visto che c'è davvero chi attacca "associazioni e persone" perché "poco qualificate, non titolate e non laureate". Anzi, fa molto di più: per queste inidoneità invia esposti alla magistratura, sollecitando l'autorità inquirente a intervenire secondo "le attività di Vs. competenza". Alessandrini sbaglia però a rivolgere il suo risentimento verso gli "studiosi". A contattare la Magistratura non sono le "lobby internazionali che tutelano queste grosse organizzazioni settarie", ma la sua collega Lorita Tinelli presidente del CESAP. Proprio l'associazione consorella della FAVIS nel "Forum degli antisette".

A gettare maggior discredito su Alessandrini, c'è poi il fatto che la segnalazione della Tinelli aveva per oggetto la presidente di un'associazione che - a differenza di Alessandrini - è laureata e docente universitaria. Altro che dileggio, secondo la logica della sua collega Tinelli, Alessandrini andrebbe processato.

Lamentazione 3. Qui Alessandrini mostra il tratto più preoccupante: l'incapacità di permettere agli altri di avere opinioni diverse dalle sue. È un aspetto preoccupante per un presidente di una ONLUS, si chiama intolleranza, ed è una caratteristica che lo accomuna ad altri gruppi anti-sette, lo allontana dalla scienza e gli fa percepire come "attacco di un nemico" una opinione diversa dalla sua. L'aver sostenuto che "la FAVIS e` l’unica associazione che preme tanto per questa legge", esprimendo così disaccordo con le posizioni di Alessandrini, farebbe di Introvigne un denigratore, e non invece il portatore di un legittimo convincimento personale a cui controbattere con le proprie argomentazioni (4).

Quanto al "che tipo di persone siamo", in chiusura dell'ultimo capitolo dedicato alla FAVIS vedremo l'appello di suo figlio, che l'utilità sociale della "battaglia" di Alessandrini l'ha sperimentata sulla sua pelle.

Lamentazione 4. Ancora la contrapposizione tra "noi che facciamo" (stando a "contatto diretto con la materia e con la sofferenza") e i leziosi accademici capaci solo di perdersi in chiacchiere inutili, criticando e snobbando chi la materia "la conosce davvero". Non bastasse tutto quanto abbiamo visto in questo e nei post precedenti, per avere la misura dell'attendibilità di questi "anti-sette" può essere utile ricordare che nell'audizione alla commissione del senato, Alessandrini ha dichiarato che "la FAVIS in 11 anni ha trattato più di 1.200 casi". Un caso ogni 3 giorni, ogni mese dell'anno, ininterrottamente per 11 anni (benché irrealistica, è una casistica comunque meno irragionevole di quella dichiarata dalla sua collega Lorita Tinelli: "un centinaio di richieste di aiuto al giorno").


Note:

1) La Prof.ssa Rebecca Moore ha conoscenze di prima mano in merito alla questione della manipolazione mentale. Mel tragico epilogo del Peoples Temple di Jim Jones in Guyana, del 1979, la Moore perse due sorelle: Carolyn (che fu l'amante del Rev. Jones) e Annie. Carolyn Moore era stata sposata con Laurence Layton, unico condannato per l’eccidio sudamericano (liberato sulla parola nel 2002, dopo 20 anni di detenzione senza avere mai materialmente ucciso nessuno) e fratello di Deborah, autrice di "Veleno Seducente" (Piemme Ed.), in cui la donna narra la propria esperienza all'interno del gruppo di Jones.
Da anni Rebecca Moore (cognata di Deborah Layton, sorella di due vittime ma soprattutto accademica e scienziata sociale) si batte affinché la storia del Peoples Temple e dei suoi fedeli venga letta e raccontata senza scandalismi e rifiuta di definire "setta" quel movimento, su cui ha scritto numerosi articoli accademici.

2) In un appello inviato al Presidente della Repubblica nel 2006, oltre alle associazioni che compongono il "Forum anti-sette", tra i firmatari figurano anche le organizzazioni sotto riportate che hanno in comune una caratteristica che è praticamente un primato: compaiono unicamente in questa lettera.
  1. Famiglie di Frascati contro il plagio - Il referente Emanuele Saracino
  2. Associazione Marsica Antiplagio - Il Presidente Gianmaria Toccotelli
  3. Comitato Calabrese SOS Plagio - La referente Prof.ssa Margherita Falcone
  4. Associazione NoGuru Genova - La referente Mara Salemi
  5. Comitato Siciliano Famigliari degli scomparsi nelle sette - La referente Luciana Floridia
  6. Comitato Famiglie Toscane SOS Plagio - La referente Giuliana Silvestri
  7. Comitato Famiglie Venete Vittime del plagio - Il referente Giuseppe Franceschi
  8. Comitato Pistoia Antiplagio - La referente Cinzia Turco
  9. Comitato Vittime delle Psico-sette - La referente Prof.ssa Gabriella Monaco
  10. Comitato Famiglie di Reggio Emilia contro il plagio - La referente Annalisa Mercati
  11. Comitato Sardo Vittime di psicosette - Il referente Gian Paolo Faggiani
  12. Associazione A.R.I.S. Nazionale Milano - Il Presidente Ennio Malatesta
  13. Comitato Vittime di Scientology - Il referente Maria Pia Gardini
Benché molto presente sui gruppi di discussione e sui media, nemmeno la Gardini ha mai menzionato lo sconosciuto "Comitato Vittime di Scientology" di cui viene indicata come referente.

3) Il parallelo con il dr. Di Bella e il suo "metodo" anticancro salta agli occhi: un forte interesse dei media, a cui si aggiunse una campagna strumentale di Alleanza Nazionale che costrinse l'allora ministro della Sanità a dedicare risorse pubbliche per una inutile sperimentazione che confermò ciò che era già noto, la totale inefficacia terapeutica. Nel frattempo il dr. Di Bella viaggiò in Sudamerica dove illustrò il suo metodo alla commissione Sanità del Senato della Repubblica Argentina, lontano dalle ipotetiche lobby italiane a lui ostili, ma anche lì dopo aver illustrato il suo metodo non venne preso in considerazione. Identico risultato con una commissione inviata in Italia dal ministero della Sanità canadese. Quando a giudicare la sua terapia erano specialisti, la sentenza era invariabilmente negativa.

4) Non si pensi che la mia difesa di Introvigne sia dovuta a una forma di sudditanza acritica, dato che per questo studioso nutro una sincera disistima.

giovedì 14 giugno 2012

FAVIS un'associazione da paura - cap. 3

(capitolo precedente)

L'ONESTÀ INTELLETTUALE

Sul blog "Il temperino Occam" è pubblicata una interessante analisi di quanto dichiarato da Maurizio Alessandrini in una intervista radiofonica. Fra le altre cose, viene rilevato il modo arbitrario con cui il presidente della FAVIS riporta dei dati statistici.

Alessandrini parla di uno studio da cui risulterebbe che un milione e mezzo di persone sono attualmente vittime di sette che operano il "menticidio".

Una prima scorrettezza, la minore, sta nel non citare la fonte di questa statistica: il CESNUR (Centro Studi Nuove Religioni) diretto da Massimo Introvigne. La motivazione è semplice: Introvigne è tenacemente inviso agli italici anti-sette. Basti pensare che al posto del termine "sette" usa il più neutro "Nuovi Movimenti Religiosi", che viene visto come segno di tolleranza se non addirittura di complicità col "nemico".

La mancanza più grave. Gli anti-sette si rifiutano di nominare Introvigne ma, quando servono, le sue ricerche le usano, presentandole però in modo "personalizzato". Quelli che per le statistiche compilate dal CESNUR sono gli aderenti a minoranze religiose (protestanti, cristiani ortodossi, buddisti, ebrei, induisti, ecc., in pratica tutti gli aderenti a una religione che non sia quella cattolica), vengono tutti tramutati da Alessandrini in vittime di quello che lui chiama "un cancro sociale". Da notare che il censimento del CESNUR è intitolato "Il pluralismo religioso italiano". Nessuna pertinenza con il fenomeno settario: solo una statistica delle credenze più diffuse dopo il cattolicesimo.
Breve intermezzo per sorridere un po'
Non è la prima volta che la citazione delle fonti rende gli anti-sette oggetto di battute ironiche. In un testo (imperdibile) dal titolo poco accademico "Le sette distruttive sono un fenomeno terribilmente attuale", inviato dalla presidente del CESAP Lorita Tinelli alla commissione giustizia del senato, la fonte di una statistica sul fenomeno settario viene correttamente indicata. Le cose però peggiorano. Il "Centro Studi" che si prefigge di dare informazioni "continuamente aggiornate a psicologi, sociologi, magistrati, forze dell'ordine, insegnati ecc." usa infatti come fonte il mensile Focus, la rivista cavallo di battaglia del comico Maurizio Battista, che nei suoi spettacoli irride le strampalate domande dei lettori a cui il mensile dà spazio (qui e qui due divertenti sketch). Eccone qualcuna (tutti gli esempi riportati sono stati realmente pubblicati da Focus): "Qual è la velocità di propagazione di un pettegolezzo?", "È vero che svoltare sempre a destra fa risparmiare carburante?", "Perché le donne hanno solo due seni?" (1).
Passiamo a un altro caso. A nome di tutto il "Forum degli anti-sette", nel 2009 Alessandrini inviò una lettera al presidente del senato (lettera tenuta segreta dai componenti del Forum), in cui si caldeggia la reintroduzione del "reato di manipolazione mentale" (abolito nel 1981 perché incostituzionale). Oltre a generalizzazioni inverosimili, la lettera fa un pesante ricorso all'emotività, che è il principale strumento di manipolazione (2):
  • "Le scrivo anche come genitore, uno delle decine di migliaia di genitori che per difendere il diritto alla integrità psicofisica del proprio figlio"
  • "Profonda è la sofferenza di centinaia di migliaia di famiglie italiane per la impunità del condizionamento o manipolazione mentale"
  • "una vera e propria battaglia sociale"
  • "Il plagio/manipolazione mentale che viene quotidianamente perpetrato [...] costituisce stupro della mente, un delitto contro il patrimonio più prezioso che possiede una persona: la salute della sua mente"
  • "il delitto contro la dignità profonda e l’essenza dell’individuo"
  • "il prosciugamento dei patrimoni e dei conti bancari delle vittime"
  • "il loro numero è in costante aumento"
  • "Centinaia di operatori di sètte abusanti, e di manipolatori-plagiatori, sono all’opera proprio mentre le sto scrivendo"
  • "questo cancro sociale"
  • "Notevole è il numero di persone attirate nelle sètte e di cui si è persa traccia. Nei trascorsi venti anni numerose sono state le morti mai chiarite e tanti i suicidi indotti di adepti ed ex adepti di sètta."
  • "sono grandemente diffusi accattivanti siti a sfondo magico-esoterico e occultistico on line, indirizzati a minorenni e perfino a pre adolescenti"
  • "È un attacco scientificamente portato alle menti delle giovani, e giovanissime generazioni"
Con i siti "a sfondo magico-esoterico e occultistico" indirizzati ai "pre adolescenti", Alessandrini fa ricorso all'argomento emotivamente più caricato. L'età che precede l'adolescenza è la fanciullezza, che va dai 6 ai 12 anni. Sarebbero quindi "grandemente diffusi" gli sforzi per fare proselitismo su un target alquanto improbabile, ma emotivamente molto forte: quale immagine tocca la sensibilità più di un bambino indifeso?

Inoltre, insieme alle "centinaia di manipolatori-plagiatori" pronti a ghermire i fanciulli, non poteva mancare il complotto. Nella lettera Alessandrini sostiene che gli sarebbe stato riferito di una misteriosa "forma di resistenza strana alla discussione del progetto di legge", paventando così le immancabili oscure manovre di palazzo.

Dopo questo lungo preambolo, veniamo finalmente al motivo per cui si cita questa lettera. A sostegno della propria tesi sulla pericolosità delle sette, Alessandrini riporta alcuni stralci delle relazioni che ogni semestre i servizi segreti inviano al parlamento. Benché la lettera sia del 2009, Alessandrini cita però solo le relazioni che vanno dal 1998 al 2001. Il motivo è semplice: dopo il 2001, esaurito il cambio di millennio, i rapporti dei servizi segreti non rilevano più alcun pericolo in tal senso.

Alessandrini riporta relazioni vecchie di un decennio perché sono di conforto al suo allarmismo, ma tace sul fato che da anni l'UCIGOS ha cambiato parere.

Terzo caso. In una lettera inviata al senatore G. Ziccone, Alessandrini riporta uno stralcio del "Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV", sostenendo che la comunità scientifica:
"include una categoria classificata come “DISTURBO DISSOCIATIVO ATIPICO 300.15” che identifica espressamente le vittime di azioni plagiatarie. Nella definizione degli effetti patologici del controllo mentale, il DSM IV riporta quanto segue:  “Esempi atipici comprendono stati simili alla trance, estraniamento della realtà accompagnato da depersonalizzazione, come stati di dissociazione prolungata che possono insorgere in individui sottoposti a periodi di prolungata ed intensa persuasione coercitiva (lavaggio del cervello, riforma di pensiero, indottrinamento) mentre erano prigionieri di gruppi terroristi o cultisti”
La prima cosa da rilevare è che il Manuale Diagnostico certifica che questo disturbo psichico si può riscontrare in individui "mentre erano prigionieri". Una situazione che non ha niente a che vedere con tutti quei movimenti che Alessandrini considera delle sette; gruppi di preghiera o centri di medicina olistica che siano (in caso contrario sarebbe ravvisabile il sequestro di persona, al cui confronto l'accusa di plagio diventa una marachella).

Inoltre Alessandrini cita il Manuale Diagnostico per sostenere che viene certificata l'esistenza di "vittime di azioni plagiatarie", glissando sul fatto che la "persuasione coercitiva" descritta dal DSM è una nozione completamente diversa dal concetto di "plagio mentale" presentato dalla FAVIS, come chiaramente specificato da Alessandrini stesso sul sito della sua associazione, dove per prima cosa si legge che:
Gli inglesi tradussero l'espressione "riforma del pensiero" adottata dai cinesi, con la più conosciuta forma "lavaggio del cervello".
chiarendo in questo modo che le espressioni "lavaggio del cervello", "riforma del pensiero" (e indottrinamento) riportate dal DSM IV sono termini che stanno a indicano la medesima pratica coercitiva. Dopo di che Alessandrini chiarisce che:
Nel lavaggio del cervello, le persone sanno perfettamente chi è il loro nemico e le tecniche di condizionamento sono attuate contro la volontà del soggetto, utilizzando sovente modi brutali, come le sevizie fisiche.

Il PLAGIO MENTALE è un'arma altrettanto micidiale e lesiva ma molto più intangibile e raffinata.

La vittima infatti non riconosce il suo nemico poiché questi si presenta come il suo migliore amico, promettendogli il suo aiuto nella ricerca e nel conseguimento del benessere e della verità
Quindi Alessandrini fa dire al Manuale Diagnostico una cosa che il Manuale non dice affatto.

Scrivendo che "Nella definizione degli effetti patologici del controllo mentale, il DSM IV riporta ecc.", Alessandrini usa un trucco da manipolatore: esibisce ai senatori il suo "controllo mentale", ma con la carta del DSM IV gli impacchetta la "persuasione coercitiva", che nulla ha a che vedere con il controllo mentale proposto dagli anti-sette. Una differenza semantica che può sfuggire a una lettura superficiale, di certo non ad Alessandrini.

È come sostenere che "il mondo scientifico riconosce e documenta" l'esistenza dell'ippogrifo, perché sui testi di veterinaria si cita "espressamente" l'esistenza del cavallo.

Il quarto caso ce lo fornisce ancora il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali IV. Un testo molto amato da Alessandrini, purché sia presentato con gli opportuni accorgimenti. Sempre nella pagina "Il plagio mentale", Alessandrini ne presenta una versione ulteriormente adattata:
Il mondo scientifico, a differenza di quello politico, riconosce e documenta perfettamente il plagio e le sue micidiali conseguenze, tanto da aver coniato al proposito il termine di "MENTICIDIO".
A noi bastera' inoltre ricordare il codice F44.9 del DSM IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), che cosi' recita:
[...]
Al punto 3: STATI DI DISSOCIAZIONE CHE SI MANIFESTANO IN PERSONE SOTTOPOSTE A PERIODI DI PERSUASIONE COERCITIVA PROLUNGATA ED INTENSA ( PER ES. LAVAGGIO DEL CERVELLO, RICONDIZIONAMENTO DEL PENSIERO, ETC. )
Questa volta Alessandrini elimina la frase "mentre erano prigionieri", che cambia completamente il senso della frase. Qui la rimozione è necessaria perché appena sopra in quello stesso documento si legge che il "plagio" è ben distinto dal "lavaggio del cervello", il quale richiede le sevizie inflitte in uno stato di prigionia. Mentre nella lettera al senatore Ziccone era bastato identificare come "plagio mentale" ciò che il DSM IV chiama "lavaggio del cervello", per dare al testo un significato che non ha.

In buona sostanza, il DSM IV chiama "manipolazione coercitiva" quello che viene comunemente definito "spezzare la volontà". Una pratica di cui nessuno mette in dubbio l'esistenza, dato che un po' tutti ne conosciamo qualche esempio: il marito o il padre prepotente e violento, o il bullo di quartiere, per arrivare agli estremi agghiaccianti di Abu Ghraib, Guantanamo o di tutti i campi "di rieducazione" sparsi per il mondo.

Questa esposizione fuorviante consente inoltre ad Alessandrini di sostenere che "il mondo scientifico [...] riconosce e documenta perfettamente il plagio". Un'affermazione che, come abbiamo visto nell'articolo di M. Aletti, è falsa, dato che la comunità scientifica lo ha rigettato già negli anni '80.


Note:

1) Alcuni esempi delle risposte di Focus:
  • "Si può bere acqua del rubinetto al ristorante?" Risposta di Focus: "Basta chiedere".
  • "Si possono mangiare i vestiti?" Risposta: "In situazioni di emergenza qualcuno l’ha fatto, ma così si può sopperire alla carenza di cibo solo per poco". Prudentemente, Focus precisa inoltre che: "masticare e mandar giù, per esempio, un pezzo di una camicia di lino, oltre a essere una gran fatica sarebbe anche poco salutare".
Infine qualche esempio delle irridenti risposte che Maurizio Battista dà nella sua veste di comico alle domande pubblicate da Focus:
  • "Cos'è un anno luce?" Risposta: "Sei bollette".
  •  "Perché gli elefanti hanno la proboscide davanti?" "Perché se no si mettevano le noccioline nel culo".
  • "Perché si parla nel sonno?" "Perché è l'unico momento che tua moglie tace".
  • "Perché i peti puzzano?" "Per farli sentire anche ai sordi."
  • "In cosa consistono i contraccettivi naturali?" "Che non te la dà".
  • "Può nascere un bambino da un uomo con un testicolo solo?" "Sì, ma ti viene basso".
  • "Quanto tempo possono giocare i bambini?" "Finché non li chiami".
  • "Come fanno alcune persone a svegliarsi sempre alla stessa ora?" "Mettono la sveglia".
2) "Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti." (A. Noam Chomsky)



sabato 9 giugno 2012

FAVIS un'associazione da paura - cap. 2

(capitolo precedente)

IL FIGLIO IRRETITO DALLA SETTA

Maurizio Alessandrini sostiene di aver fondato la propria associazione quando suo figlio fu "sottratto alla famiglia e alla vita sociale da un gruppo di preghiera poi rivelatosi una sètta", il 23 giugno 2000.

È una vicenda che ricorda quella del suo collega di "Forum" Aldo Verdecchia, di cui si è parlato qui. Anche Verdecchia ha creato un'associazione ("Giù le mani dai bambini") quando un supposto guru gli avrebbe "carpito" il figlio neonato, per poi plagiarlo all'età di 2 anni. La vicenda è così riassumibile: una donna lascia il marito portando con sé il figlioletto; il marito trasforma una separazione coniugale in un caso di manipolazione mentale ad opera di una "setta di degenerati morali, pornografi e plagiatori, collusa con autorità giudiziarie, politiche e religiose".

Nel caso di Alessandrini, che brandisce la propria vicenda famigliare come caso emblematico per chiedere la reintroduzione del reato di plagio, il figlio "sottratto alla famiglia" aveva 24 anni, e secondo la versione di quest'ultimo, scelse di allontanarsi a causa di insanabili dissidi familiari. Nella versione del figlio, il gruppo di preghiera che lo ospitò non sarebbe stato quindi la causa di questo distacco, ma un'opportunità per uscire da una situazione di insostenibile disagio.

La screditata nozione di lavaggio del cervello è stata spesso usata da un coniuge o da un genitore per autoassolversi del fallimento famigliare. Ancora una volta, vediamo cosa scrive in proposito M. Aletti, decano della psicologia della religione, secondo cui il lavaggio del cervello (o plagio, o controllo mentale, ecc.):
"fornisce una pronta risposta per spiegare le credenze (fedi/illusioni) degli altri che noi non condividiamo. Così ad esempio, per molti genitori potersi dire che il proprio figlio è scappato di casa ed è entrato in una setta perché è stato “manipolato” può a volte fare aggio sulla ricerca delle cause in un preesistente disagio familiare. Ma sarà bene ricordare che la storia del Cattolicesimo è piena di esempi edificanti di ragazze che scappano di casa per rinchiudersi in convento contro il volere di padri malevoli, o di “matti” che si spogliano nudi per seguire la propria vocazione..."
Nuovamente l'esempio portato da Aletti sembra ritagliato sulla versione che Maurizio Alessandrini dà della propria vicenda. Da una parte c'è un padre che da anni denuncia la sottrazione del figlio, ai cui danni sarebbe stata compiuta una "manipolazione psico-fisica". Dall'altra parte c'è un adulto che dichiara di essersi allontanato per una propria scelta, perché di quell'ambiente non ne poteva più (così come ora non ne può più di quelle che considera le menzogne del padre in merito al suo allontanamento).

Senza una conoscenza più approfondita della vicenda, non è possibile dire chi abbia ragione. Al pari delle dichiarazioni del padre, anche quelle del figlio (molto pesanti) non vanno prese a scatola chiusa. Ciò che invece non sembra lasciare dubbi, è che si tratti di legami famigliari irrimediabilmente compromessi da questioni che nulla hanno a che fare con la "magica" capacità di un guru di cambiare la personalità di un individuo, al fine di distaccarlo da una famiglia felice (che felice non era). Un cambiamento di personalità che sarebbe tra l'altro avvenuto non dopo un lungo lavoro di "manipolazione mentale", ma già all'inizio della frequentazione del gruppo di preghiera.

In merito alla contrapposizione delle due versioni, va rilevato che in quella del padre c'è un altro aspetto che lascia perplessi. Secondo la descrizione che ne dà nell'intervista radiofonica, il figlio non era certo uno sciagurato, tutt'altro. Alessandrini lo descrive come "una persona buona di carattere, disposta verso gli altri"; corretta ("mio figlio non mentiva"). Una persona particolarmente attenta verso il prossimo, come dimostra un episodio raccontato sempre da Alessandrini: la seconda volta che un'amica di famiglia telefona alla madre per consigliarle una pranoterapeuta, il figlio Fabio la esorta "Mamma, andiamo che sennò quest'amica poi se ne ha a male."

Nella versione di Alessandrini, abbiamo quindi un giovane premuroso e altruista ("andavano a pregare fuori dalla chiesa di S. Antonio a Padova per i bambini ammalati"), che all'improvviso se ne va, fregandosene del dolore che la sua scomparsa causerà ai genitori. Una scomparsa avvenuta per di più senza alcun motivo (e recisamente negata dal figlio Fabio). La storia non regge.

Mentre la versione di Fabio, vera o falsa che sia, è comunque plausibile, lo è molto meno quella del padre, che chiama inoltre in causa una tecnica "intangibile" quanto misteriosa (e sconosciuta alla scienza), in grado di annullare magicamente la volontà di un individuo per renderlo un automa obbediente e sottomesso. (Il "genio pentito" Ockham che, dopo aver formulato il suo celebre metodo, cercò vanamente di demolirlo quando si accorse che tendeva a escludere l'ipotesi dell'esistenza del suo dio, non avrebbe dubbi su quale sarebbe la versione da scartare.)

Anche la comprovata tendenza di certi gruppi a far distaccare un proprio membro dall'ambiente famigliare e sociale (una pratica acclaratamente manipolativa, ma che nulla ha a che vedere con la nozione di "plagio" proposta dagli anti-sette), non spiega, nella narrazione di Alessandrini, un comportamento tanto crudele verso i genitori da parte di una persona così attenta e premurosa come il figlio Fabio.

Quelli famigliari sono legami molto forti, e senza una idonea situazione preesistente, una tale condotta non è credibile. Chi ha vissuto in un gruppo che adotta queste tecniche di isolamento degli affiliati, sa bene che i comportamenti da "persona manipolata" non sono così automatici e scontati, giacché i principi del gruppo devono misurarsi con le percezioni e le credenze dell'affiliato.

Poiché è quella che conosco meglio, riporto la mia esperienza personale, sapendo che è sovrapponibile alle altre che ho avuto modo di conoscere. All'ipotetica domanda: se nei pochi (ma comunque troppi) anni in cui ho aderito a un gruppo che fa uso di queste tecniche, mi fosse stato richiesto di liberarmi "dell'influsso negativo" di mia moglie, come avrei reagito? È una domanda a cui posso rispondere con sicurezza, perché quando ho capito dove stava andando a parare il discorso, devo aver fatto un'espressione poco rassicurante e il tizio che cercava di "manipolarmi" ha glissato su alti argomenti per poi dileguarsi.

Nessuna tecnica ci può convincere di qualcosa che contrasta con i nostri valori più radicati. Che mia moglie fosse una persona malefica era per me un concetto inaccettabile quanto che la Luna sia fatta di formaggio (o che le SS fossero dei monaci, Hitler il supremo sacerdote di una religione gnostico-satanica e il mondo sia segretamente governato da un centro di potere in mano ai satanisti).

Quanti sono invece i coniugi - in un matrimonio meno riuscito - che accolgono senza opporsi (o come un'opportunità) un'eventuale richiesta di "distacco"? Bacchette magiche che annientano l'autodeterminazione di un individuo a tutt'oggi non esistono, mentre esistono figli menefreghisti, padri violenti, madri tossicodipendenti, mogli in fuga da mariti maneschi, o più semplicemente matrimoni in crisi e persone che considerano uno spreco passare le serate in birreria per cui smettono di frequentare le vecchie amicizie, preferendo dedicarsi a cose per loro più importanti.

Vi sono poi i tragici casi di affiliati di lungo corso, a cui la dottrina del gruppo impone il distacco dal famigliare "apostata", ma si tratta di situazioni completamente differenti da quella prospettata da Alessandrini.


lunedì 4 giugno 2012

FAVIS un'associazione da paura - cap. 1

La FAVIS, "Associazione Nazionale Famigliari Vittime delle Sètte", è l'ultimo dei gruppi che compongono il cosiddetto "Forum degli anti-sette" ancora da analizzare.

Per chi ritiene che sia nei dettagli che si nasconde il diavolo, va rilevato che già il nome contiene un errore di ortografia: sette si scrive senza l'accento. Ma sono altri gli aspetti più interessanti dell'operato della FAVIS (o del suo fondatore e presidente, il ragioniere Maurizio Alessandrini, che la FAVIS sembra impersonarla).


LE IDEE FISSE

Sul sito della FAVIS, praticamente tutta la documentazione pubblicata verte sul concetto di plagio (o manipolazione mentale, controllo mentale, ecc.). Questi sono alcuni documenti presenti nella home page: "Il plagio mentale", "Plagio e kamikaze", "Manipolatori della mente: il fiorente businnes (sic) dell'occulto", le droghe utilizzate da "gruppi a manipolazione mentale" e così di seguito.

Plagio, manipolazione mentale, ecc. sono un vestito nuovo per un concetto vecchio, il "lavaggio del cervello", al giorno d'oggi impresentabile perché destituito di validità scientifica. Scrive in proposito il prof. Mario Aletti, fondatore ed ex-presidente della Società Italiana di Psicologia della Religione, che il lavaggio del cervello è ritornato d'attualità:
"soprattutto sulla spinta della campagna rabbiosa di gruppi che proclamandosi “antisette”, si presentano come paladini della religione istituzionale e difensori di persone “plagiate” e dei loro familiari. E’ la ripresa (colpo di coda?) della obsoleta questione del “brainwashing” che negli anni ’80 fu liquidato nella comunità scientifica internazionale come concetto inutile e confusivo e che ora qualcuno vorrebbe rivestire di una “scientificità” con la formula del “plagio mentale” individuandolo quasi esclusivamente nelle “Psicosette”.

Non è questa la sede per dire dei numerosi gruppi anti-cult, o degli anti-satanisti che affermano di conoscere 8.000 sette sataniche nella sola Italia, o delle associazioni di familiari di vittime delle sette. Gruppi assolutamente sconosciuti nel dibattito scientifico internazionale, che spesso ruotano attorno alla smania di protagonismo di sedicenti “ricercatori” “facilitatori”, consulenti. Spesso, come si osserva in Internet, in lotta rabbiosa tra loro nella rivendicazione di un primato di autenticità, scientificità ed efficacia, con denunce all’autorità di Polizia postale e con cause finite in Tribunale.

Come già notavano alcuni dei massimi studiosi statunitensi, è forse l’ora di pensare a gruppi di auto-aiuto non solo per gli ex-affiliati alle sette, ma anche per gli appartenenti alle nuove “sette anti-sette” (Hood, R. W., Jr., Spilka, B., Hunsberger, B., & Gorsuch, R., 1996)."
(M. Aletti, Psicologia della religione e psicosette, in Psicologia della Religione-News, n. 1-2, 2008)
Mario Aletti è riconosciuto a livello internazionale come un dei più autorevoli studiosi di psicologia della religione. È improbabile che Aletti abbia anche solo sentito nominare l'associazione Familiari Vittime delle Sètte, ma è innegabile che la sua severa stroncatura si cala perfettamente sulla FAVIS, la quale:
  • si presenta come paladina e a difesa di persone plagiate e dei loro familiari;
  • è un gruppo sconosciuto nel dibattito scientifico;
  • conduce una campagna tenace ("rabbiosa") a sostegno di un concetto totalmente screditato (1);
  • è impegnata in una lotta altrettanto tenace contro altri studiosi con esposti e denunce.
Da anni Alessandrini si adopera con vigore per la reintroduzione del reato di plagio, dando sempre per accertata l'esistenza della "manipolazione mentale". Che il plagio esiste, per Alessandrini è dimostrato da quelle persone disposte a credere a cose che ai più appaiono "incredibili" o "inaccettabili" (2). È un ragionamento che però non ha senso. In più è pericoloso.

Non ha senso, perché il fatto che qualcuno creda in una dottrina generalmente ritenuta assurda, non dimostra affatto che sia stato sottoposto a "tecniche di condizionamento della volontà". C'è chi pratica l'urino terapia, dai più considerata rivoltante e assurda, senza che vi sia dietro alcun "guru" che gli ha "stuprato la mente" (come ama dire Alessandrini), al fine di indurlo a una scelta che non avrebbe compiuto autonomamente. Probabilmente ne ha sentito parlare da un amico o al più l'ha letta su un manuale.

Aletti esprime meglio di me questo aspetto. Seguendo il principio della "assurdità" della credenza:
"finiremmo per rintracciare gli stessi processi in numerosi altri fenomeni di aggregazione: quelli degli ultras (o semplicemente in tutti i gruppi di tifosi: chi più “plagiato”), nei gruppi di fan di cantanti e attori, nelle tecniche di persuasione pubblicitaria (e politica!) e nelle tecniche di addestramento militare… ma anche in tante devozioni credule a visioni religiose e miracoli dei fedeli di questo o di quel santo."
Quanto alla pericolosità del reato di plagio, sta nel fatto che il parametro che attesta il compimento del reato di plagio non è quantitativo (e quindi oggettivamente misurabile), ma esclusivamente qualitativo: si basa sulla valutazione personale di chi è chiamato a discriminare cosa sia logico e cosa illogico. A quel punto, il "giornalista da marciapiede" Paolo Brosio, che sostiene di vedere apparizioni miracolose a Medjugorje (e organizza pellegrinaggi in aereo), sarebbe in serio pericolo di venire inquisito.

L'aspetto più curioso è che sarebbe a rischio anche Alessandrini stesso. Secondo il fondatore della FAVIS, tutti gli operatori dell'occulto (maghi, cartomanti, ecc.) praticano la manipolazione mentale e sarebbero quindi da perseguire penalmente. Ma al contempo, la maggioranza riterrà assurdo e "inaccettabile" il suo estremismo iconoclasta, così come il fervore para-religioso con cui Alessandrini conduce la sua "vera e propria battaglia" per la reintroduzione del reato di plagio. Altrettanto "incredibili" e "inaccettabili" appariranno ai più le teorie appartenenti alla sottocultura cospirazionista - rigettate dagli storici - relative al Nazismo mistico, un guazzabuglio di illazioni che vedono alla base delle scelte del vertice nazista motivazioni mistico-esoteriche incentrate sull'occultismo e il paranormale. Sono teorie che Alessandrini va sostenendo pubblicamente, insieme a quella secondo cui le SS, il famigerato corpo paramilitare d'élite del Partito Nazista, era in realtà un ordine monastico (3).

Per non farsi mancare niente, Alessandrini abbraccia persino la regina delle teorie del complotto, che postula l'esistenza di un sistema occulto di potere che governa il mondo, al cui comando Alessandrini estromette la triade pluto-giudaico-massonica per sostituirla con il "satanismo" (4).

Tutto questo farebbe di Alessandrini un plagiatore da mandare a processo, in quanto assertore di (numerose) dottrine che ai più appaiono "incredibili" e ridicole.

In sostanza, chi deciderebbe quali sono le credenze sensate e quelle illogiche? Alessandrini e gli altri componenti del "Forum anti-sette" dimostrano un ferreo (e preoccupante) assolutismo nel compiere questa distinzione: per loro sono da considerarsi "vere e proprie sette manipolatrici e plagianti" tutti i centri che praticano le "cosiddette terapie energetiche, alternative, olistiche", e tutte "le medicine alternative".

Ancora una volta lascio la parola al prof. M. Aletti, che in merito a questo aspetto scrive:
"Ma che non si dia spazio ad uno Stato arbitro dei valori etici o giudice di ciò che è religioso (buono) e di ciò che è “satanico” (cattivo), di ciò che è libera scelta e ciò che è “plagio”. Che non si lasci ad un potere poliziesco la possibilità di confondere studio e divulgazione scientifica di un fenomeno, fosse anche criminale, con favoreggiamento e proselitismo."
Due precisazioni su quest'ultima citazione. Uno "Stato arbitro dei valori etici" è uno Stato Etico, come per esempio l'IRAN degli ayatollah. Un modello che in pochi (cattolici oltranzisti esclusi) troveranno auspicabile.

Secondo. Nella parte finale, dove si parla del pericolo che il potere poliziesco confonda lo studio con il favoreggiamento, Aletti sembra alludere a un caso realmente accaduto. A seguito di un esposto proveniente dall'ambiente del CESAP diretto da Lorita Tinelli, la magistratura di Bari inquisì la nota studiosa di movimenti religiosi Raffaella di Marzio. I reati ipotizzati erano gravissimi (comprendevano persino l'associazione a delinquere). Le accuse (deliranti) le vennero mosse per aver partecipato - in qualità di studiosa - a un incontro di un gruppo, il cui vertice - su denuncia della Tinelli - era sotto indagine. Nell'ambito della stessa inchiesta giudiziaria, e sempre su segnalazione dell’ambiente CESAP, sono state svolte delle indagini anche sulla curatrice del sito Allarme Scientology.

Entrambe le segnalazioni (alquanto illogiche) si dimostrarono completamente infondate. Di conseguenza, le indagini sulla curatrice di Allarme Scientology non hanno avuto alcun seguito (5), mentre è stata meno fortunata la dr.ssa di Marzio, che ha fatto in tempo a ricevere un avviso di garanzia e ha visto oscurato il proprio sito internet per ordine dell'autorità giudiziaria (6). L'assurda vicenda si è conclusa quando - su richiesta dello stesso PM - il Giudice delle Indagini Preliminari ne dispose l'archiviazione per infondatezza di notizia di reato. Ossia, i fatti segnalati erano falsi. Ma intanto, grazie a un'associazione che sostiene di lottare contro gli "abusi", una persona innocente ha trascorso anni con l'ansia di una accusa gravissima. (Per una ricostruzione della vicenda si veda qui.)

Ciò che questi due episodi evidenziano, è che se persino in uno Stato di Diritto si può arrivare a incriminazioni tanto insensate (a seguito di segnalazioni che rasentano l'isteria), è facile immaginare a quali abusi reali porterebbe una legislazione da Stato Etico, dove una condanna verrebbe inflitta non a seguito dell'accertamento di un crimine oggettivo, ma in base a opinioni personali e con la consulenza di esperti (discutibili) come Alessandrini (7), che giudica un "cancro sociale" chi propone l'ayurveda o la bioenergetica, e considera le "sette" espressione del Demonio. Sarebbe una regressione alla modalità inquisitoria: una ennesima caccia alle streghe, con la persecuzione - fondata sul pregiudizio e il fanatismo - di persone accusate di reati immaginari.



Note:

1) "Questo DDL e' stato fortemente voluto dalle associazioni che si occupano di questo gravissimo problema che io chiamo cancro sociale" (dichiarazione di Maurizio Alessandrini in una intervista radiofonica)

2) Secondo M. Alessandrini la manipolazione mentale "è lo strumento per entrare nell'individuo, per portare l'individuo a credere all'incredibile e accettare l'inaccettabile" (intervista radiofonica)

3) "Il nazismo non era soltanto un grande apparato militare, ideologico, aveva dietro di sé una base culturale gnostica, di tipo anche satanico, occultista, nel senso che era una religione, il cui profeta era Hitler, le SS ne erano i monaci [...] loro erano i monaci di una religione". (intervista radiofonica)
Il Nazismo intendeva "dominare il mondo intero secondo un piano visionario concepito all'interno di sètte segrete, occultiste, magico-esoteriche, spiritiste e sataniste. Le famigerate "SS" costituivano l'ordine di ministri dell'esoterismo di una religione oscura e aberrante [...] Tutto questo trovò la sua incarnazione in un essere freddo, allucinato, depravato, pedofilo, stupratore di minorenni, istigatore di suicidi: Adolf Hitler, il sommo sacerdote della malefica religione che la storia ci ha consegnato con il nome di Nazismo. Questo è il lato oscuro della storia che pochi conoscono, di cui non si parla nei testi scolastici, ma che sarebbe certamente utile per comprendere i perché di quegli atroci delitti contro l'umanità intera. I lati oscuri della storia: il Nazismo esoterico".

4) "il satanismo è un movimento che è anche a livello mondiale e che gestisce un certo potere" (intervista radiofonica)

5) Nell'esposto del 27 marzo 2008 riguardante Martini, Lorita Tinelli segnala:
"il clima di forte intimidazione e diffamazione nei miei confronti e nei confronti dell'attività giudiziaria."
 (cliccare sull'immagine per ingrandirla)
 È significativo l'uso di una comune tecnica manipolativa, consistente nello svilire l'avversario e togliergli dignità: il responsabile degli ipotetici reati non viene indicato - come sarebbe corretto - in "Martini" o Simonetta Po, curatrice del noto sito "Allarme Scientology", ma in una anonima "amica della Di Marzio", negando così il rilevante ruolo della Po nello studio del settarismo nel panorama italiano, e deviando la controversia sulla contrapposizione "amico/nemico".
Secondo la Tinelli, i crimini ("molto gravi") erano contenuti in una e-mail inviata da Martini/Simonetta Po ai responsabili delle associazioni anti-sette - tra cui la Tinelli stessa - dove gli addebiti a carico della Di Marzio venivano definiti "accuse infondate", "fuori dal mondo", ecc. L'esposto della Tinelli contiene un aspetto illogico e uno paradossale. L'aspetto illogico è che leggendo l'e-mail non si comprende come sia possibile ravvisarvi alcuna intimidazione o diffamazione. Quello paradossale è che la Tinelli non viene neppure nominata. L'e-mail consiste unicamente di considerazioni che evidenziano quanto i reati ipotizzati fossero inverosimili e basati su ragionamenti sconclusionati. Considerazioni su cui deve aver convenuto anche il PM dr. Bretone, che non ha dato seguito alle risultanze dell'attività di indagine compiute dalla DIGOS su Simonetta Po e ha chiesto al GIP l'archiviazione per infondatezza di notizia di reato in merito alla Di Marzio.

6) Dopo che il contenuto del sito è stato analizzato, non riscontrando quanto denunciato nella segnalazione, nel giro di pochi giorni il PM ne ha disposto il dissequestrato.

7) Alessandrini dichiara di essere il "Referente presso il Ministero dell’Interno Polizia di Stato – S.C.O. Servizio Centrale Operativo SAS - Squadra Anti Sette – ROMA"